Venezuela, ancora instabilità nel paeseTempo di lettura stimato: 1 min.

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Guaidó nella giornata di ieri ha dichiarato di avere bisogno del supporto dei leader dell’esercito. I capi delle forze armate infatti, nelle vicende che lo vedono contrapposto a Maduro, hanno sempre preso le parti del secondo.
Guaidó come sappiamo da Gennaio si è dichiarato presidente ad interim dichiarando di avere il 90% dei consensi venezueliani.
Le ultime crisi idriche nel paese hanno colpito ospedali, scuole ed in generale tutti i servizi pubblici.
“Vi sono proteste in più di 20 distretti della capitale ed in tutto il paese. Il popolo rivendica la riattivazione dei servizi e soprattutto chiede che Maduro se ne vada.”
D’altro canto Maduro afferma che la crisi sia stata provocata proprio dagli alleati di Guaidó.
La situazione sembra attualmente in stallo in quanto secondo Guaidó il supporto dell’esercito è il vero ago della bilancia.

Le accuse riguardano anche l’intervento dell’esercito russo nel paese, viste come “una provocazione di Maduro, per dimostrare un potere che non ha. “Intanto Sabato la Croce rossa ha fatto presente che in due settimane cominceranno a distribuire aiuti umanitari nel paese. A Febbraio convogli provenienti dagli USA erano stati fermati.
Maduro, ricordiamo, è presidente dal 2013 dopo aver vinto le elezioni indette alla morte del suo predecessore Chavez. Nel 2018 è stato riconfermato in delle elezioni dichiarate pilotate dalla comunità internazionale.
Il Venezuela intanto sta affrontando un’inflazione all’800000% insieme all’emigrazione di 3 milioni di cittadini.
Attualmente Maduro ha un consistente supporto russo e Mosca sta vendendo armi e prestando denaro a Caracas.
Guaidó invece è riconosciuto da USA e da gran parte degli stati europei.

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