USA: la camera a favore di nuove sanzioni contro la CinaTempo di lettura stimato: 2 min.

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Il presidente Trump dovrà decidere se approvare o no nuove sanzioni contro la Cina
Donald Trump e Xi Jinping durante un summit (crediti foto: Lapresse)

407 voti a favore, uno solo contrario. Questa il risultato della votazione, tenutasi nella notte italiana, che ha approvato l’imposizione di nuove sanzioni americane contro la Cina.

“Uighur Human Rights Policy Act 2019”

La Commissione ai Diritti Umani della Camera che ha lavorato su questa proposta ha deciso di dare questo nome all’atto parlamentare. L’obbiettivo è imporre sanzioni contro coloro nel governo di Pechino responsabili per “gravi violazioni dei diritti umani, detenzione arbitraria, torture e molestie” contro la popolazione musulmana degli uiguri.

Nella legge sono comprese numerose “targeted sanctions”, sanzioni mirate, con l’obbiettivo di colpire quei funzionari maggiormente responsabili del programma di detenzione (per saperne di più, controlla il nostro post di qualche giorno fa). In particolare, si fa il nome di Chen Quanguo, segretario del Partito Comunista responsabile della regione del Xinjian. Quest’uomo viene indicato dalla Commissione come “l’architetto” dei progetti di detenzione e dei campi dove questa avviene.

Misura bipartisan

La misura è stata progettata e votata da rappresentanti di entrambi i partiti. Questa è sicuramente una novità per lo scenario parlamentare americano corrente, che si vede diviso in maniera estremamente netta tra le sue due componenti. Riportare l’attenzione del mondo occidentale sulla faccenda con una votazione bipartisan rappresenta certamente in controtendenza con l’atmosfera che si respira sul Colle.

La legge mira precisamente ad affrontare le violazioni dei diritti umani e delle libertà civili che si svolgono  nei campi di detenzione secondo numerosi resoconti. L’obbiettivo finale di questa misura, secondo la Commissione, sarebbe quello di spingere Pechino a chiudere i campi e “porre fine agli abusi”. La legge dovrebbe passare abbastanza semplicemente anche in Senato, dove di solito le misure bipartisan non incontrano scogli particolari. Il problema potrebbe però essere causato dalla Casa Bianca.

Trump e le conseguenze delle sue scelte

Non deve essere un periodo facile, per l’inquilino della Casa Bianca. Le voci di referendum, infatti, non si spengono. La campagna elettorale è in arrivo, e i sondaggi non lo indicano come chiaro favorito. La “guerra dei dazi” contro il gigante cinese non sta aiutando i dati dell’economia americana. Sempre a proposito di Cina, saranno settimane di decisioni per lo staff di Donald Trump.

La pressione internazionale sulla spinosa questione Hong Kong e un’eventuale firma su queste nuove sanzioni contro la Cina potrebbero infatti distruggere tutti i tentativi di riavvicinamento delle due potenze. Mentre molti criticano anche come gli Stati Uniti considerino semplicemente la possibilità di non schierarsi contro queste violazioni dei Diritti Umani, molti teorici dell’ “America First” rivendicano la necessità del paese di non lasciarsi coinvolgere in questioni simili a questa.

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