USA-Iran, è crisiTempo di lettura stimato: 1 min.

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Il Segreatrio di Stato americano Mike Pompeo [crediti foto: Gage Skidmore/Flickr]

“Non cerchiamo la guerra, e loro neppure”. Le parole dell’Ayatollah Khamenei non spengono la crisi in corso negli ultimi giorni tra Stati Uniti e Iran. Il Segretario di Stato Mike Pompeo ha altresì promesso che “se gli interessi americani venissero attaccati, la risposta statunitense sarebbe certamente appropriata”. In questo clima di tensione, Washington è stato celere nell’attribuire a Teheran la responsabilità per l’attacco contro quattro petrolifere, di cui due saudite, avvenuto domenica al largo delle coste degli Emirati Arabi Uniti, nonostante al momento non vi siano prove che possano sostenere simili congetture.

Ma il nervosismo è nell’aria da qualche settimana. Il Presidente Trump ha infatti deciso di non riconfermare le esenzioni concesse a otto Paesi, Italia compresa, per l’importazione del petrolio iraniano. L’intento sembra quello di arrivare ad azzerare le esportazioni del greggio di Teheran per portare l’economia iraniana, già stremata dalle sanzioni americane, all’implosione. Come a voler ulteriormente sottolineare la propria veemenza, recentemente gli Stati Uniti hanno anche schierato varie navi e aerei militari nel Golfo. Dal canto suo, l’Iran ha dichiarato che non onorerà alcune importanti disposizioni dell’accordo sul nucleare se Unione Europea, Russia e Cina non saranno in grado di portare al tavolo dei negoziati nuove misure che permettano al Paese di essere salvaguardato dalle sanzioni statunitensi. Ritornando a più alti livelli di arricchimento dell’uranio, Teheran aprirebbe la porta alla possibilità di creare bombe. Giocando col fuoco, l’escalation degli attriti sarebbe un’opzione molto plausibile.

Pare ormai consolidato che la politica estera del Presidente Trump ruoti in larga parte attorno alla questione Iran. La diplomazia in stile Obama è stata cancellata, sostituita da un atteggiamento ben più sfacciato. L’auspicio è che i falchi dell’amministrazione Trump, tra i quali Pompeo e il Consigliere per la sicurezza nazionale John Bolton, tengano a freno i loro impulsi belligeranti.

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