Una tragedia silenziosaTempo di lettura stimato: 1 min.

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Bambini yemeniti tra le macerie dopo un attacco aereo a Sanaa, capitale dello Yemen, 2015. Crediti foto [Hani Mohammed/AP]

Mentre l’Italia e l’Europa intera si concentrano sulle elezioni europee, nella settimana che porta al voto di domenica, non troppo lontano da noi, in Yemen, continua a consumarsi una guerra che passerà alla storia come una delle più grandi tragedie umanitarie. Noi di Orizzonti Politici avevamo già provato a zoomare con la lente di ingrandimento su un conflitto che oggi conta quasi 12 milioni di civili in stato di carestia. Oggi purtroppo, alcune (seppur poche) testate internazionali riportano l’ennesimo episodio di una guerra civile che sembra non avere fine.

È di ieri infatti la dichiarazione delle Nazioni Unite che spiega come gli ingenti aiuti di cibo mandati dal WFP (World Food Program) siano stati intercettati e bloccati da ufficiali appartenenti al gruppo ribelle degli Huthi. Secondo David Beasley infatti, capo del WFP, gli sforzi dell’agenzia per raggiungere i civili che oggi vivono in stato di completa fame sono ostacolati da esponenti degli Huthi, definiti corrotti dall’Onu stesso. Sempre secondo Beasley, questo comportamento viola ogni standard internazionale sul diritto umanitario, corpo di leggi che regola la condotta dei soggetti durante un conflitto armato.

Questa nuova direzione del conflitto è in controtendenza con quanto era successo all’inizio del mese di maggio, quando i ribelli avevano abbandonato tre porti fondamentali sulla costa bagnata dal Mar Rosso (Hudayah, Salif e Ras Issa). Essi, seguendo un accordo di parziale “cessate il fuoco” raggiunto tra le varie forze del conflitto ed intermediato dalle Nazioni Unite, avevano sgomberato tre cruciali accessi per gli aiuti internazionali, dando quindi un segnale di speranza per la popolazione yemenita. Ma le dichiarazioni di ieri da parte dell’Onu fanno intendere come questa tragedia continui a consumarsi, e ciò che colpisce sempre di più è il silenzio da cui essa è circondata. Così, una guerra che dal 2015 conta 7070 civili e 11205 feriti tra le sue vittime (fonte BBC), sembra destinata ad andare avanti, tra l’indifferenza generale dell’Europa e del mondo.

 

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