Una lente d’ingrandimento sul mondo: cosa dobbiamo aspettarci questa settimana?Tempo di lettura stimato: 2 min.

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1. Si riequilibrano i poteri all’interno della coalizione di governo. Se fino ad oggi Movimento 5 Stelle e Lega hanno portato avanti con fermezza e in autonomia i capisaldi delle campagne elettorali (si pensi alla chiusura dei porti promossa da Salvini, o al reddito di cittadinanza baluardo dei pentastellati), il trionfo della Lega alle elezioni europee non potrà che scombussolare le dinamiche dei due partiti di maggioranza. La Lega diventa primo partito: è probabile che il programma di governo dei prossimi mesi rifletterà sempre più da vicino le istanze del “capitano”.

2. Un terremoto politico in Europa? L’esito delle elezioni europee è stato temuto da molti: ci si aspettava di veder trionfare le forze populiste e sovraniste. Un timore che non ha trovato fondamento se si considera il contesto europeo: i partiti sovranisti in Germania, Austria, Danimarca e Spagna hanno ottenuto meno voti che alle precedenti elezioni nazionali; in Svezia, Finlandia e Paesi Bassi non hanno ottenuto risultati sorprendenti. Tuttavia, in Francia, Ungheria, Regno Unito e Italia l’estrema destra è diventata primo partito: un risultato che potrebbe mettere a repentaglio gli equilibri creatosi in contesto europeo specialmente fra Francia e Germania, da sempre promotori di un’Europa unita e progressista.

3. Nel Regno Unito il partito conservatore in crisi. Dopo le dimissioni di Theresa May, nelle prossime due settimane dovrebbero concretizzarsi i nomi di chi la sostituirà. Pesa tuttavia il gigantesco flop delle elezioni europee, che hanno regalato ai Tories un misero 9%. Un risultato che influenzerà senza dubbio la scelta del prossimo primo ministro inglese e le trattative ancora in corso per la Brexit.

4. L’economia italiana sotto il torchio dell’UE. Entro fine settimana è prevista una lettera da parte della Commissione Europea che richiede chiarimenti sui fattori legati all’eccessivo aumento del debito. Nell’ultimo anno il debito pubblico italiano è aumentato vertiginosamente, fino a toccare il 132% del prodotto interno lordo (indice di attività economica). L’IItalia rischia così di incorrere in pesanti multe. Nel frattempo lo spread (differenza fra il valore dei titoli di stati tedeschi e quelli italiani) sale a 280, un segnale non certo rassicurante.

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