Una lente d’ingrandimento sul mondo: cosa dobbiamo aspettarci questa settimana?Tempo di lettura stimato: 1 min.

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  1. L’Indonesia al voto. Mercoledì si terranno nel paese le elezioni regionali, parlamentari e presidenziali. 192 milioni di potenziali votanti, 245000 candidati, 80 milioni di millennials: in una delle elezioni più complesse della storia, il fulcro del dibattito è incentrato su infrastrutture, corruzione ed economia. L’Indonesia è anche la nazione con la più alta concentrazione di praticanti musulmani: si stima che l’80% della popolazione sia seguace della religione di Maometto. L’attuale presidente Joko Widodo sfiderà l’ex generale delle forze armate Prabowo Subianto. Ex marito della figlia del dittatore Suharto, che per anni ha governato l’Indonesia, Pabowo personifica il tradizionalismo politico.
  2. La crisi libica si intensifica. Il caos politico sta portando la nazione sull’orlo di una guerra civile. Il premier in carica Al-Sarraj, riconosciuto come leader legittimo del paese dalle Nazioni Unite, ha oggi dichiarato che “ottocentomila migranti sono pronti a partire per l’Europa e l’Italia”. Una stima allarmante, che il presidente libico sta usando probabilmente per mobilitare la comunità internazionale e incoraggiare un intervento a suo favore.
  3. La rivolta dei big data providers. Il Consiglio d’Europa ha oggi approvato la dibattuta direttiva sul copyright, che ha l’intento di proteggere il lavoro di artisti, scrittori e video makers da una condivisione (gratis e incontrollata) eccessiva. Google, Facebook, Wikipedia e molte altre importanti aziende del settore informatico saranno costrette a implementare regole sempre più rigide sui materiali coperti da copyright, incorrendo in costi notevoli e limitando – secondo alcuni – la libertà di espressione del Web. Possiamo stare certi che la direttiva avrà ampio seguito e che ne risentiremo parlare presto.
  4. Il Sudan in tumulto. Il governo del dittatore sudanese Omar al-Bashir – al potere da 30 anni – è stato rovesciato la scorsa settimana dalle milizie rivoluzionarie. I cittadini in protesta stanno ora chiedendo che venga istituita un’amministrazione civile e vengano indette le elezioni. Il futuro politico del paese sarà probabilmente segnato dagli sviluppi dei prossimi giorni.

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