Tsipras: da agitatore a diplomatico?Tempo di lettura stimato: 1 min.

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Il percorso del governo greco dal 2014 ad oggi è stato non poco problematico. La Grecia nel 2014 era ad un passo dalla bancarotta e, come nel nostro paese, un importante sentimento anti-europeista aleggiava su tutta la nazione.
Così, Alexis Tsipras vinse le elezioni con slogan anti-establishment. Nella sua campagna elettorale non era difficile sentir parlare di ritorno alla dracma, di aumento delle pensioni e di stabilizzazione delle politiche sociali ai livelli pre-crisi finanziaria.
Il personaggio che ci si presenta oggi è invece completamente rimaneggiato e con un profilo internazionale fortemente diverso. Tsipras ad oggi è l’uomo del compromesso e degli impegni verso l’Europa, scenario impossibile fino a qualche anno fa. Il suo operato ad oggi parla di un politico maturo e coraggioso nel portare avanti riforme e progetti costosi in quanto a volta impopolari in Grecia, ma che a livello internazionale hanno contribuito a dare nuova credibilità alla Grecia, soprattutto da parte dei creditori. L’accordo sulla Macedonia varato alla fine del 2018 ne è la dimostrazione. Il premier greco si è rivelato un ottimo diplomatico che, anche coadiuvato da un atteggiamento positivo del governo macedone, ha risolto una questione che si protraeva dalla fine della guerra balcanica. La Macedonia infatti si chiamerà Macedonia del Nord, così da sottintendere la presenza di un’altra regione macedone facente parte della Grecia. L’accordo vedeva favorevole in patria intorno al 33% della popolazione, mentre fuori è stato visto come un grande atto diplomatico.
Inoltre i numerosi passi in avanti in termini di crescita compiuti dal suo governo sembrano portare ad una negoziazione con l’Europa a breve.
Intanto la Grecia si presenterà al voto quest’anno. Riuscirà il premier a riguadagnare la fiducia dei suoi concittadini come ha fatto con la scena internazionale?

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