Trump continua la guerra commerciale con la Cina e attacca Apple e GoogleTempo di lettura stimato: 2 min.

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La “guerra dei dazi”, come in America hanno iniziato a chiamarla, regala una nuova puntata. E questa volta tira in mezzo due dei più grandi colossi dell’industria tecnologica statunitense: con due tweet in quattro minuti il presidente ha spiegato che Apple non riceverà sgravi fiscali sui pezzi che produce in Cina e che la vicinanza di Google al paese orientale “potrebbe oppure no essere una minaccia alla sicurezza nazionale”.

Cupertino, nello specifico, è accusata di aver delocalizzato sin troppo. Da sempre la Apple infatti si affida a partner cinesi per la costruzione dei propri prodotti – storica la trovata, che già ai tempi aveva creato problemi con le autorità commerciali USA, di scrivere dietro agli iPhone “designed by Apple in California, assembled in China”, per evitare la dicitura “Made in China” -, ma senza mai rinunciare a una parte di produzione negli Stati Uniti. Il Macbook Pro che verrà presentato a settembre però, e cui Trump fa riferimento nel suo tweet, non sarà più prodotto in Texas come i suoi precedessori, ma per la maggior parte in Cina. Apple a onor del vero era stata avvisata un anno fa che non avrebbe ricevuto sgravi se avesse continuato a produrre in Cina – “C’è una strada semplice: fabbricate negli USA” erano state le parole di Trump – e aveva provato a difendersi sostenendo che non c’erano state alternative. In una lettera aperta all’Office of Us Trade Representative aveva scritto che quei dazi si sarebbero riflettuti principalmente sui clienti che usano i prodotti della Mela ogni giorno, riducendo il suo contributo all’economia americana, minando la sua competitività e andando poi inevitabilmente ad avvantaggiare quei concorrenti cinesi tanto temuti. Trump non ha ascoltato, è stato irremovibile e oggi ha confermato il no agli sgravi.

Mountain View invece è accusata di avere legami troppo stretti con la Cina. “Se ci fosse una minaccia alla sicurezza nazionale, e spero di no, sicuramente la troveremmo!” si legge nel tweet. Una minaccia, nemmeno troppo velata. Ma Google ha già fatto capire di aver ceduto alle richieste della Casa Bianca: dall’anno prossimo ritirerà la licenza d’uso del suo sistema operativo Android a Huawei, il colosso dei cellulari simbolo di questa guerra dei dazi.

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