Toghe sporche, trema il CsmTempo di lettura stimato: 2 min.

0
100

Il caso delle “toghe sporche” si estende a macchia d’olio. È notizia di pochi giorni fa l’indagine per corruzione nei confronti di Luca Palamara, che secondo la procura di Perugia sarebbe stato coinvolto in un vero e proprio mercato delle toghe. L’ex presidente dell’Associazione nazionale magistrati avrebbe accettato gioielli e viaggi per pilotare varie nomine di magistrati a capo delle procure. In particolare, pare abbia ricevuto 40mila euro dagli avvocati Calafiore e Amara per promuovere Giancarlo Longo a capo della procura di Gela, nomina che tuttavia non è andata in porto. Ma non finisce qui. In seguito al pensionamento di Luigi Pignatone alla procura di Roma, Palamara si sarebbe incontrato più volte per discutere di questa poltrona calda con esponenti politici perseguendo interessi privati, oltre che legati al mondo della magistratura. Frequentazioni alle quali avrebbe partecipato ad esempio il deputato PD Luca Lotti, ex sottosegretario del governo Renzi, interessato a un cambio di rotta all’interno della procura di Roma dopo che la stessa lo aveva rinviato a giudizio nell’affare Consip.

La vicenda è delicatissima. Sarebbero coinvolte anche nomine del Consiglio superiore della magistratura. Nei giorni scorsi si è dimesso dal Csm Luigi Spina, già indagato nell’inchiesta di Perugia. Ma i consiglieri coinvolti sono sempre più numerosi. Dopo l’autosospensione di Antonio Lepre e Corrado Cartoni, anche Gianluca Morlini e Paolo Criscuoli hanno un fatto un passo indietro nella giornata di ieri. Morlini ha dichiarato di essersi autosopeso per “senso di responsabilità”, pur affermando di essere certo della correttezza del suo comportamento, per aver casualmente incontrato Luca Lotti a cena.

Per dare una dimensione ai numeri, il Csm ha perso un terzo dei suoi membri togati. Quest’organo di rilievo costituzionale, presieduto dal Presidente Mattarella, garantisce l’autonomia e l’indipendenza della magistratura, provvedendo al reclutamento dei magistrati e giudicandone la condotta. Funzioni che sembrano essere state compromesse in questa particolare circostanza. Rimbombano le parole del vicepresidente del Csm David Ermini pronunciate ai suoi colleghi in nell’assemblea plenaria di ieri: “Siamo di fronte a un passaggio delicato: o sapremo riscattare con i fatti il discredito che si è abbattuto su di noi o saremo perduti”, ha proseguito Ermini.

Commenta

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.