The Week Ahead: cosa aspettarci questa settimanaTempo di lettura stimato: 2 min.

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Immagine puramente estetica

CAMPAGNA ELETTORALE NEL REGNO UNITO
Continua la corsa dei partiti verso le elezioni anticipate di dicembre, che probabilmente metteranno l’ultima parola sull’annosa questione Brexit. Nel weekend il leader Conservatore Boris Johnson ha annunciato il suo manifesto ufficiale, promettendo di non toccare IVA e sussidi welfare. Attualmente in ampio vantaggio sull’opposizione nei sondaggi, a BoJo basterà impostare il pilota automatico fino a dicembre per garantirsi una vittoria annunciata.

ELEZIONI SUPPLETTIVE IN IRLANDA
Un paese spesso ai margini della politica europea e noto per la sua grande stabilità, la Repubblica d’Irlanda, inviterà i suoi cittadini alle urne venerdi. É infatti necessario sostituire i parlamentari eletti al parlamento europeo lo scorso Maggio. Il voto non ha le possibilità di cambiare nulla nel parlamento, ma ci consentirà di sondare le opinioni del paese, che si muove verso le elezioni generali a Maggio 2020. Sarà quindi un test importante per il primo ministro Leo Vardkar, che punta ad essere riconfermato alla prossima tornata elettorale dopo aver riscosso solo il 29% alle europee.

ELEZIONI DEL LEADER DELLA CDU
In Germania volge al termine il ventennio Merkel. Mercoledì il partito si riunirà infatti per eleggere un nuovo leader, dopo che la Cancelliera aveva annunciato la sua intenzione di dimettersi lo scorso anno. Il partito é in una posizione difficile, bloccato in una fragile coalizione con i socialisti dell’SPD. Molti membri di quest’ultimo infatti erano contrari all’alleanza dopo le elezioni 2017, e solo la presenza della Merkel garantiva la stabilità della maggioranza. La responsabilità del successore diventa quindi sempre più grande, con una coalizione da preservare, uno stabile declino nei sondaggi da arrestare e un’Unione Europea che appare sempre più frammentata.

DEMOCRATICI AMERICANI: RITIRI IMPORTANTI?
Dopo il dibattito di lunedì notte, definito da molti analisti come uno dei più ripetitivi e inconcludenti della storia del partito, é probabile che questa settimana la rosa dei candidati si snellisca ulteriormente. A parte gli annunciatissimi Biden, Warren, Sanders, e la sorpresa Buttigieg, sembra essere infatti arrivato il capolinea per molti candidati sotto l’8% (Harris, Castro, Yang in primis). Nonostante l’assenza di annunci ufficiali, a un anno ormai dalle elezioni é molto probabile che questi dichiareranno il loro “drop out”, il ritiro dalla corsa elettorale, nei prossimi giorni. Resta anche da vedere l’impatto sui sondaggi della candidatura di Michael Bloomberg, il miliardario ex sindaco di New York che ha annunciato l’ingresso in scena qualche giorno fa. Nonostante i primi sondaggi non siano esaltanti, resta da vedere quanto efficace possa essere una campagna elettorale con fondi praticamente illimitati.

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