Spagna: si torna alle urne già a novembre?Tempo di lettura stimato: 1 min.

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La fragilità del bipartitismo degli ultimi ha sicuramente avuto un impatto importante nella politica spagnola. Se fino a poco tempo fa il leader di uno dei due vincitori alle elezioni poteva governare anche senza maggioranza assoluta, oggi un sistema simile entra con facilità in stallo. Prima, grazie ad astensionismo o al sostegno dall’estero (partiti regionali o nazionalisti) si riusciva a governare. Questo perché alla seconda votazione è necessaria la maggioranza semplice, ovvero devono prevalere i sì sui no. Oggi invece, basta vedere la frequenza con la quale si è andati alle urne negli ultimi anni per capire che i tempi sono cambiati.

PSOE + UNIDAS PODEMOS?

Se Pedro Sànchez a fine aprile aveva sottolineato la volontà di formare un governo “in solitario”, dopo tre mesi senza risultati pare che una coalizione o quantomeno una cooperazione sia inevitabile. Il Partito Socialista di Sànchez e Podemos di Pablo Iglesias dovrebbero comunque essere sostenuti dalle astensioni quantomeno dei partiti nazionalisti dato che insieme non raggiungono la maggioranza assoluta.

E ORA?

È notizia di poche ore fa che ERC e Bildu, i due partiti nazionalisti catalani e baschi si asterranno nella votazione di oggi dando la possibilità a Iglesias di Podemos di accettare l’offerta dei ministeri che il Partito Socialista gli offre. Insomma tutti e due i leader dovrebbero fare dei passi indietro per raggiungere un comune accordo, ma pare davvero la strada migliore. Come mai? Non trovare alcun intesa significherebbe ritornare alle urne a novembre e rischiare così la crescita dei partiti di destra e di ultra-destra.

 

https://www.ispionline.it/it/pubblicazione/spagna-il-dilemma-di-sanchez-23571

https://www.repubblica.it/esteri/2019/07/24/news/spagna_sa_nchez_a_caccia_di_voti_a_rischio_ritorno_alle_urne_a_novembre-231952394/

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