Spagna al voto: si romperà l’impasse?Tempo di lettura stimato: 2 min.

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Pedro Sánchez, premier socialista uscente, al Parlamento Europeo il 16 gennaio 2019 [© European Union 2019 – Fonte: EP]

La Spagna prova a superare lo stallo politico in cui è intrappolata dalle elezioni dello scorso aprile: domani, domenica 10 novembre, gli spagnoli tornano al voto. Si tratta della quarta tornata elettorale in quattro anni, ma le trattative fallimentari degli ultimi cinque mesi che hanno coinvolto i partiti eletti non hanno potuto offrire una diversa soluzione.

Cos’è andato storto

Ad aprile gli elettori spagnoli avevano concesso al premier uscente Sánchez, leader del Partito socialista (Psoe), un relativo vantaggio con il 35% di seggi alla Camera. Nonostante ciò, i negoziati per costruire un’alleanza di governo sono sembrati difficili sin dal principio: cercare il sostegno di Unidas Podemos a sinistra e degli indipendentisti catalani significava trattare con gli stessi partiti che hanno determinato la caduta dell’esecutivo di Sánchez. Una grande alleanza con i partiti più moderati di destra, il Partito popolare (Pp) e i liberali di Ciudadanos (Cs), è stata resa altrettanto ardua dallo spostamento degli stessi verso posizioni filo-nazionaliste, nel tentativo di provare a contenere il successo di Vox, partito di estrema destra.

Scenari futuri

Secondo i sondaggi, i socialisti di Sánchez torneranno a vincere, ma di nuovo non otterranno una maggioranza assoluta. Il rischio è quello di avere una situazione molto simile a quella delle elezioni di aprile. I blocchi di centrosinistra e centrodestra sembrano essere sostanzialmente in equilibrio. Psoe, Podemos e l’ultimo entrato Más país sono dati al 42%, mentre Partito popolare, Ciudadanos e Vox avrebbero il 44%. Come nell’ultimo esecutivo, l’ultima parola potrebbe spettare ai partiti baschi e catalani.

Il ruolo della Catalogna

A dominare il dibattito in vista di queste elezioni è stata ancora una volta la questione catalana. Gli scontri tra gli indipendentisti e lo Stato si sono intensificati dallo scorso ottobre, quando la Corte costituzionale spagnola ha emesso pesanti sentenze per i leader politici catalani arrestati dopo il referendum del 2017. Dalla destra sono arrivate pesanti critiche all’operato di Pedro Sánchez, ritenuto troppo accomodante non essendo intervenuto direttamente nella regione. In quest’ala politica quindi, la lotta è tra chi si mostra più inflessibile, con Vox che chiede persino la revoca dell’autonomia alla Catalogna.

 

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