Si torna a parlare di VenezuelaTempo di lettura stimato: 2 min.

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A sinistra Juan Guaidò, leader dell'opposizione: a destra Nicolas Maduro, Presidente del Venezuela [crediti foto: babilon]

Il Presidente venezuelano Nicolas Maduro è tornato sul tentativo di colpo di stato di aprile, definendolo un attacco “fascista” che è stato sventato dalle forze di sicurezza nazionale. In particolare, il regime comunista accusa il leader dell’opposizione Juan Guaidò, appoggiato da Stati Uniti, Colombia e Cile, di aver organizzato il colpo che prevedeva la presa di tre importanti basi militari, l’assassinio di Maduro e dei suoi familiari e la nomina a Presidente dell’ex Ministro della Difesa Raul Baudel, ora in prigione.

Ciò che sta succedendo in Venezuela non è solo un conflitto domestico, ma una situazione che ha rilevanza mondiale. Un’analisi di BBC News infatti sottolinea come siano almeno quattro le potenze internazionali strettamente interessate all’evolversi delle vicende venezuelane. A favore di Guaidò c’è certamente l’America di Trump, che ha più volte minacciato il regime di Maduro con una potenziale azione militare che però oggi non sembra essere sul tavolo. Le dichiarazioni del Presidente statunitense hanno guidato una reazione internazionale, e ad oggi almeno cinquanta Paesi supportano l’opposizione a Maduro.

Da sinistra a destra Putin, Trump e Xi Jinping, rispettivamente Presidente russo, americano e cinese.
[crediti foto: FarodiRoma]
Tuttavia, l’appoggio dello Zio Sam ha spesso dato un eccellente motivo di propaganda al Presidente venezuelano, che ha più volte dipinto la lotta con Guaidò come un conflitto per l’indipendenza venezuelana dagli Stati Uniti. Opposti agli Stati Uniti, Russia, Cina e Cuba giocano un ruolo importante a favore del regime. Putin è il maggior fornitore di armi del Venezuela e ha sempre desiderato un buon alleato a ridosso del confine americano; la Cina è uno dei maggiori importatori di petrolio venezuelano e gioca una funzione cruciale nel Consiglio di Sicurezza dell’Onu, avendo, come la Russia, il potere di veto; infine c’è Cuba, che dagli anni 2000 ha sempre inviato supporto di materiali e capitale umano al governo venezuelano, come per esempio i “consiglieri di sicurezza” che stanno avendo un’importanza strategica in questi mesi di insurrezioni.

Così, mente l’economia venezuelana crolla, il sistema-paese fallisce, e la popolazione soffre la fame, il risiko delle grandi potenze continua, e sembra non aver fine.

 

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