Confermato l’impeachment per Trump: cosa succederà?Tempo di lettura stimato: 3 min.

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Dopo una giornata di dibattito, la Camera americana ha votato a favore dello stato d’accusa di Trump. Ora manca la decisione del Senato.

Ieri, 85 giorni dall’inizio dell’inchiesta, la Camera dei rappresentanti degli USA ha votato a favore dell’impeachment per Donald Trump. Il presidente è stato accusato di abuso di potere, con 230 voti a favore contro 197, e ostruzione al Congresso, con 229 voti contro 198. L’ultima parola spetta però al Senato, composto da 53 seggi repubblicani contro 47 democratici, compresi 2 indipendenti affiliati. Il processo si terrà a gennaio, poco prima delle elezioni primarie.

Essendo la Camera alta a maggioranza repubblicana, lo stato di accusa di Trump difficilmente supererà il numero minimo di voti necessario (2/3 dei presenti). Il presidente americano sarà quindi probabilmente scagionato dalle accuse, come accadde nel 1868 e 1998 rispettivamente per Andrew Johnson e Bill Clinton.

Le tappe dell’impeachment di Trump

12 agosto 2019: un informatore della CIA (whistleblower) denuncia Trump per “abuso di potere e violazione delle leggi” all’ispettore generale dell’Intelligence, citando una sua telefonata del 25 luglio con il presidente ucraino Zelensky. Nella conversazione, il presidente americano chiedeva a Zelensky di contattare il suo avvocato Giuliani e il ministro della Giustizia americano William Barr per riaprire un’indagine per corruzione su Joe Biden, candidato alle primarie democratiche, e suo figlio Hunter. Secondo Trump, Joe sarebbe infatti riuscito a bloccare l’indagine aperta in Ucraina nei confronti della Burisma Holdings, compagnia ucraina del cui consiglio di amministrazione faceva parte Hunter.

28 agosto: Politico rivela che Trump aveva trattenuto aiuti militari a Kiev per 391 milioni di dollari per mettere pressione a Zelensky, poi sbloccati l’11 settembre, al fine di mettere in cattiva luce il possibile avversario democratico alle presidenziali americane Biden.

fonte: Ansa

24 settembre: la speaker della Camera americana Nancy Pelosi annuncia pubblicamente l’avvio di un’indagine per impeachment di Trump, le cui azioni “hanno violato la Costituzione”. Per impeachment si intende la messa in stato di accusa di funzionari dello Stato per “tradimento, corruzione o altri gravi crimini e misfatti” (art.2, sez. 4, Costituzione degli USA).

Il Comitato giudiziario, con a capo il democratico Jerrold Nadler, inizia quindi a  condurre le indagini per lo stato di accusa al presidente americano.

Di conseguenza la Casa Bianca pubblica la trascrizione della telefonata tra Trump e Zelensky, dove, nota Fox News, i due non citano gli aiuti militari all’Ucraina.

4 dicembre: dopo due mesi di inchiesta da parte del Comitato giudiziario, inizia il dibattito nella Camera per stabilire se le prove raccolte sono sufficienti per andare al voto. Come dichiarato due giorni prima dall’avvocato della Casa Bianca Pat Cipollone, né Trump né i suoi legali vi partecipano perché “i nomi dei testimoni non sono stati resi pubblici e resta il dubbio che la Commissione d’Inchiesta segua una procedura equa”.

10 dicembre: il Comitato giudiziario dichiara gli articoli che dovranno essere votati per l’impeachment di Trump. Il presidente è accusato di abuso di potere, per le pressioni su Kiev, e ostruzione al Congresso, per aver bloccato testimoni e documenti. La portavoce della Casa Bianca parla di un “tentativo di rovesciare l’amministrazione Trump e i risultati delle elezioni del 2016”. Al contrario Adam Schiff, che ha coordinato le indagini dei Dem, ribadisce che sono emerse “prove schiaccianti e incontestabili”.

18 dicembre: la Camera dei rappresentanti vota con più del 50%+1 a favore dei due articoli contro Trump. Di conseguenza, l’accusa di impeachment sarà discussa in Senato a gennaio, per decidere se il presidente potrà mantenere la sua carica.

Cosa succederà?

Negli ultimi mesi i sondaggi hanno evidenziato che il sostegno della popolazione all’impeachment è diminuito. L’opinione pubblica moderata non accetta che il Congresso spenda dollari federali per un processo che il Senato probabilmente bloccherà. Infatti, i 47 senatori democratici, per ottenere la condanna del presidente, dovrebbero convincere almeno 20 repubblicani a votare a favore. E anche se Trump fosse costretto ad abbandonare la carica, non è detto che non possa ripresentarsi alle elezioni successive.

 

 

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