Scontri violenti ad Hong KongTempo di lettura stimato: 1 min.

0
203
Manifestazione popolare ad Hong Kong, 12 giugno 2019

Nella giornata di ieri una protesta inizialmente pacifica è dilagata nelle strade di Hong Kong. I manifestanti hanno voluto gridare il loro dissenso nei confronti di una proposta di legge che renderebbe molto più semplice per il governo cinese l’estradizione di presunti criminali che risiedono nella città. Da gran parte dell’opinione pubblica estera questo provvedimento viene visto come una mossa da parte del leader Xi Jinping per controllare gli oppositori politici.

Cartelli “No estradizione” per manifestare contro la nuova legge sull’estradizione verso la Cina

Le maggiori preoccupazioni da parte dei manifestanti riguardano le procedure giudiziarie e non solo a cui gli accusati dovrebbero sottoporsi una volta nel “mainland”. Sono tante le accuse di violazione dei diritti umani, come la tortura, la detenzione arbitraria e confessioni forzate che sono attribuite al regime comunista. La protesta segue un’altra manifestazione tenutasi per le strade della città qualche giorno fa, che ha segnato la più grande protesta popolare dal 1997, anno in cui Hong Kong fu riconsegnata alla Cina.

Oggi, i manifestanti hanno circondato gli edifici istituzionali e hanno ingaggiato scontri violenti con la polizia, lanciando mattoni e proiettili contro di essa. Le forze dell’ordine hanno però risposto con proiettili di gomma e gas lacrimogeno. In questo contesto di tensione, le prime dichiarazioni da parte del Capo Esecutivo di Hong Kong, Carrie Lam, hanno condannato la violenza da entrambe le parti. Tuttavia, questa “escalation” mette in evidenza un malcontento vissuto dalla popolazione di Hong Kong contro il regime cinese, che rischia di minare la stabilità del controllo di Xi Jinping sul suo territorio.

Commenta

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.