Salvini e la disobbedienza dei sindaci a targhe alterneTempo di lettura stimato: 1 min.

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La protesta dei sindaci

Il 28 novembre veniva definitivamente approvato il decreto sicurezza che prende il nome dal Ministro Salvini. Orizzonti Politici si era già occupato dell’argomento. È in questi giorni, però, che l’opposizione ha levato una voce insolitamente forte per opporvisi.

La protesta è partita dal sindaco di Palermo, Leoluca Orlando, e dal sindaco di Napoli De Magistris, estendendosi poi a numerosi altri primi cittadini. Zingaretti, Presidente della Regione Lazio e candidato alla segreteria del PD, si è espresso a favore dei sindaci, e così hanno fatto anche altre organizzazioni, tra cui Arci e la CGIL siciliana. Il consenso non è unanime, e insieme alle voci di sostegno si levano alte anche molte voci di critica.

In cosa consiste la protesta?

I sindaci in questione hanno dichiarato che non applicheranno le disposizioni contenute nel decreto sicurezza. Il sindaco Orlando specifica che non lo considera un atto di disobbedienza civile, ma di obbedienza alla Costituzione. Salvini reagisce prontamente, affermando che i sindaci ne risponderanno legalmente e criticando aspramente la disobbedienza alla legge dello Stato.

Quando era la Lega a disobbedire

A onor del vero, bisogna ricordare che proprio il leader Matteo Salvini, nel lontano 11 maggio 2016, invitava alla disobbedienza i sindaci della Lega (ancora) Nord circa l’approvazione delle unioni civili.

Fu allora Matteo Renzi a redarguirlo, e a richiamarlo al rispetto della legge. Lo stesso Matteo Renzi che oggi, di soppiatto, strizza l’occhio ai sindaci disobbedienti, pur non esponendosi direttamente. Siamo dunque di fronte al ripetersi dello stesso teatrino.

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