Rapporti tra USA e Iran: una breve cronologiaTempo di lettura stimato: 3 min.

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La bandiera americana bruciata a Teheran rappresenta le tensioni nei rapporti tra USA e Iran
Manifestanti al funerale del Generale Suleimani a Teheran (fonte AFP)

Dopo il violento e controverso attacco missilistico statunitense a Baghdad nella notte del 3 gennaio, tutti sono tornati a parlare dei rapporti tra USA e Iran. La relazione tra i due paesi è sicuramente una delle più tese e complesse del mondo. Alla base dei problemi tra i due Paesi c’è una rivalità economica (basata sulla lotta per il controllo delle risorse petrolifere), politica (l’Iran rappresenta il grande rivale dell’Arabia Saudita in numerose guerre per procura tra cui il conflitto in Yemen) e ideologica (il modello istituzionale Iraniano, ovvero la Repubblica Islamica, è contraria ai valori liberali di cui gli Stati Uniti si fanno ufficialmente portatori).

Tra i due Paesi evidentemente non corre buon sangue, ma come siamo arrivati qui? Quali sono gli eventi che hanno determinato una rivalità così violenta e sfaccettata?

Dagli anni ’50 alla caduta dello Shah

E’ datata al 1953 la prima, confermata ingerenza statunitense nella politica interna Iraniana. Un colpo di Stato guidato dalla CIA e dall’MI6 porta alla caduta del Primo Ministro Mossadeq, democraticamente eletto e intenzionato a nazionalizzare i pozzi petroliferi. Al suo posto viene reintrodotta la figura dello Shah, erede della tradizione monarchica persiana. In 25 anni di regno i membri della famiglia Pahlevi, col supporto degli Stati Uniti, attuano una serie di riforme incentrate sulla liberalizzazione e “occidentalizzazione” del paese, perseguitando duramente oppositori politici e la potente casta religiosa.

Sarà proprio la casta religiosa Sciita a causare la caduta del regime: nel 1979 una rivoluzione porta al rientro dall’esilio del leader ideologico antiamericano, l’Ayatollah Khomeini. Il primo aprile, con un referendum, si proclama la legge della Sharia e la nascita della Repubblica Islamica.

La crisi degli ostaggi e i complessi anni ’80

Nei mesi successivi alla rivoluzione, l’odio popolare si riversa sui sostenitori dello Shah, in particolare vengono presi come ostaggi gli impiegati all’ambasciata americana a Teheran. Verranno tenuti prigionieri per più di un anno, con gli ultimi 52 rilasciati solo nel 1981. Dietro le quinte, però, i Paesi sono più vicini: la crisi in Libano (guidata dal gruppo Sciita Hezbollah in stretto contatto con l’Iran), costringe il Presidente USA Reagan a intensificare i rapporti con l’Iran. Venderà infatti al governo di Teheran delle armi, e userà i proventi per finanziare i temuti gruppi “contras” in Nicaragua, causando una crisi politica internazionale.

Nel 1988, però, la nave da guerra statunitense USS Vincennes abbatte un aereo di linea Iraniano: muoiono in 290, colpevoli di essere stati scambiati per un aereo militare. Questo episodio riaccende la retorica antiamericana dell’Ayatollah e causa un nuovo momento di tensione nei rapporti tra USA e Iran.

“The Axis of Evil” e il riavvicinamento con Obama

Nel 2002 Bush definisce l’Iran come membro dell”Asse del Male” con Iraq e Corea del Nord. Da quel momento una lunga serie di sanzioni USA e UE si abbattono sull’Iran, causando una fortissima crisi economica nel Paese. Il fallimento viene attribuito al Presidente Iraniano Mahmoud Ahmadinejad, che infatti perde le elezioni del 2013. Al suo posto viene eletto il più moderato Hassan Rohuani, che diventa il primo ufficiale iraniano a parlare al telefono con il Presidente USA in più di trent’anni.

Tra i dettagli del riavvicinamento tra i due paesi figura anche lo storico accordo sul nucleare, stilato con le potenze occidentali per limitare il proliferare delle armi atomiche.

Trump, gli strappi e le tensioni odierne

Nel Maggio 2018 Donal Trump abbandona il trattato sul nucleare definendolo “ingiusto” e scatena una nuova ondata di sanzioni, causando un’ulteriore recessione. Questa causa proteste contro il governo Iraniano alla fine del 2019, insieme a un’escalation di violenza. Nella primavera del 2019, numerose petroliere occidentali esplodono nel golfo dell’Oman, mentre a luglio due petroliere britanniche vengono sequestrate dalla Guardia Rivoluzionaria. Alla fine del 2019, la folla assalta l’ambasciata americana a Baghdad, in Iraq. Gli USA accusano l’Iran, e in particolare il generale Iraniano di stanza in Iraq, Qasem Soleimani, che muore nella notte del 3 gennaio dopo un attacco missilistico statunitense.

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