Qualche aspetto tecnico dei sistemi elettoraliTempo di lettura stimato: 5 min.

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Alcune caratteristiche dei sistemi elettorali

di Luca De Cristofaro

Dopo lo scorso articolo sulle differenze tra sistemi proporzionali e maggioritari, vediamo qualche aspetto tecnico che può contraddistinguere i sistemi elettorali:

Circoscrizioni e grandezza

Cos’è una circoscrizione elettorale

Iniziamo col definire la circoscrizione, anche nota come collegio elettorale. La circoscrizione è una porzione del territorio, che può arrivare a comprendere l’intero territorio nazionale, che elegge un certo numero di parlamentari, da uno solo (in quel caso si parla di collegio uninominale) fino a tutti i parlamentari. Nel caso in cui la circoscrizione elegga più di un parlamentare si parla di collegio plurinominale. Dunque l’estensione territoriale di una circoscrizione dipende dal numero di parlamentari che essa elegge.

Differenze di dimensioni?

Ridurre il numero di parlamentari assegnati alle circoscrizioni può essere uno dei correttivi che si possono apportare ai sistemi proporzionali per renderli “meno proporzionali”, combattere il frazionamento dell’offerta politica e rendere più agevole la formazione di una maggioranza parlamentare dopo le elezioni, senza comunque garantirla.  Circoscrizioni medio-piccole che eleggono pochi parlamentari favoriscono i grandi partiti ed i partiti regionali che sono forti nella circoscrizione perché solo i partiti che ricevono più voti riescono ad accedere alla ripartizione dei pochi seggi assegnati alla circoscrizione. Possiamo osservare questo effetto nelle elezioni generali spagnole del 2011 in cui il Partito Popolare con il 44,6% dei voti ottenne il 53,14% dei seggi. Nelle elezioni precedenti e successive si vede comunque l’effetto “premiante” per i maggiori partiti ma non è tale da conferire una maggioranza assoluta di seggi al partito più votato: bisogna tornare al 2000 per osservare una situazione simile.

Maggioritario e uninominale?

Solitamente i sistemi proporzionali utilizzano circoscrizioni plurinominali ed i sistemi maggioritari utilizzano collegi uninominali. Le due cose non si sovrappongono perfettamente, ma descrivono due cose diverse. Esistono casi, molto rari però, in cui sistemi proporzionali utilizzano collegi uninominali (era stato proposto un sistema di questo tipo per l’elezione del Senato italiano qualora fosse entrata in vigore la riforma costituzionale del 2016 e fino alla legge Delrio funzionavano in questo modo le elezioni provinciali) e casi in cui un sistema maggioritario utilizzi collegi plurinominali, un esempio noto è l’elezione del collegio elettorale che a sua volta elegge il Presidente degli Stati Uniti d’America.

Descrivono due aspetti differenti, dicevamo, perché in un caso si descrive il metodo di selezione degli eletti (il maggioritario seleziona i candidati che hanno ricevuto più voti ed il proporzionale elegge candidati in proporzione ai voti presi) nell’altro caso si descrive il numero degli eletti (uno solo nei collegi uninominali, più di uno nei collegi plurinominali).

La circoscrizione estero

I sistemi elettorali possono prevedere anche circoscrizioni elettorali al di fuori del territorio nazionale per garantire una rappresentanza parlamentare anche ai cittadini residenti all’estero (circoscrizione estero).

Le soglie di sbarramento

Un altro aspetto tecnico è la soglia di sbarramento, cioè il numero o la percentuale minima di voti che una lista deve ottenere per poter vedersi assegnato almeno un seggio. Le soglie possono essere naturali o legali. Si ha una soglia naturale quando essa non è espressamente stabilita dalla legge elettorale ma è dovuta al numero di parlamentari eletti nella circoscrizione.

Ad esempio, se una circoscrizione elegge solo 5 parlamentari, possiamo stimare per semplicità la percentuale di voti necessari ad eleggere un parlamentare. Se il 100% dei voti elegge il 100% dei parlamentari (5) allora per eleggerne uno (1 su 5) servirebbe il 20% dei voti. I partiti al di sotto di tale soglia non saranno rappresentati nella circoscrizione ed in questo modo possiamo spiegare l’effetto premiante del sistema spagnolo nei confronti dei partiti maggiori e dei partiti regionali e penalizzante nei confronti dei partiti medio-piccoli diffusi su tutto il territorio nazionale ma non concentrati in una particolare circoscrizione.

Le soglie esplicite sono quelle stabilite espressamente dalla legge elettorale solitamente nella forma di una percentuale minima dei voti validi al di sotto della quale non vengono assegnati seggi. In un sistema a due o più turni la legge elettorale può stabilire una soglia minima per l’accesso ai turni successivi.

L’esempio spagnolo

Nel sistema spagnolo, infatti, la quasi totalità delle circoscrizioni assegna da 1 a 15 parlamentari a seconda delle popolazioni delle diverse province, con le sole eccezioni delle circoscrizioni di Barcellona e Madrid che eleggono 32 e 37 deputati. Come abbiamo visto sopra, questo influisce sulla soglia di sbarramento.

A cosa servono le soglie di sbarramento

Sia nel caso delle soglie esplicite sia in quello delle soglie implicite, la previsione di soglie di sbarramento può essere un altro correttivo per i sistemi proporzionali, anche in questo caso si ha un effetto premiante ma questa volta è a vantaggio di tutti i partiti che superano la soglia di sbarramento. Per averne un’idea potremmo pensare a partiti che, ad esempio rappresentano insieme l’80% degli elettori e che si spartiscono il 100% dei seggi. È come se 8 persone mangiassero una torta per 10 persone, ognuno di loro riceve una fetta più grande.

Il premio di maggioranza

Un altro correttivo ai sistemi proporzionali, molto più esplicito e molto più “distorsivo” è la previsione di un premio di maggioranza. Il premio di maggioranza è una quota aggiuntiva di seggi assegnati al partito o alla coalizione di partiti che ottiene il maggior numero di voti. Tuttavia è molto rara nel mondo la presenza di un premio di maggioranza per l’elezione del Parlamento mentre è più diffusa per le elezioni regionali o locali.
Può essere delineato in due modi diversi. In un primo caso è fisso il numero dei seggi assegnati “in premio” alla prima forza politica.

In Grecia era in vigore fino alle ultime recenti elezioni un sistema che lo prevedeva. Questo metodo non assicura alla forza politica più votata il raggiungimento di una maggioranza assoluta di seggi poiché dipende dal numero di eletti nella quota proporzionale. Possiamo osservare questa situazione nelle elezioni greche del gennaio e settembre 2015 in cui Syriza entrambe le volte si fermò a 2 seggi sotto la maggioranza assoluta e dovette formare un governo di coalizione con Anel. Un altro modo è quello di prevedere che la prima forza politica disponga in totale di un numero prefissato di seggi superiore al 50% dei seggi che compongono l’Assemblea in modo che disponga sicuramente di una maggioranza assoluta.

La prossima settimana ci occuperemo di qualche altro aspetto tecnico dei sistemi elettorali.
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