La sentenza Omc sulle tariffe statunitensiTempo di lettura stimato: 2 min.

0
155
Il Presidente americano Donald Trump a colloquio con la sua controparte cinese Xi Jinping l’8 luglio 2017

L’ultima sentenza dell’Omc dà ragione alla Cina sulle tariffe statunitensi: la ragione sta nel mezzo, ma tende la propria mano a Pechino. Si potrebbe riassumere così la sentenza dell’organo di appello dell’Organizzazione mondiale del commercio in merito ad alcune tariffe dell’era Obama che gli Stati Uniti avevano imposto su vari prodotti d’esportazione cinesi, tra i quali pannelli solari, profili in alluminio e carta termica. Esportazioni che nel 2012, quando ha invocato l’intervento dell’Omc, la Cina valutava a 7.3 miliardi di dollari. Di fatto, il verdetto reso noto nella giornata di ieri concorda con gli Stati Uniti nel sostenere che Pechino ha sussidiato i costi di alcuni componenti attraverso le proprie imprese pubbliche. Tuttavia, ha chiesto a Washington di ricalibrare le proprie tariffe sulla base dei prezzi cinesi, invece che dei prezzi calcolati dagli Stati Uniti stessi. Se ciò non dovesse accadere, la Cina potrà ricorrere alle contromisure.

Il ruolo dell’Omc

L’Organizzazione mondiale del commercio è un importantissimo forum di negoziazione del quale fanno parte 164 stati. Il suo scopo è quello di disciplinare e liberalizzare il commercio, perseguendo principi come quello di “non discriminazione”, che vieta trattamenti preferenziali senza che gli stessi vengano accordati a tutti i membri dell’organizzazione. Infatti, favorendo la competizione si abbassano i prezzi, mentre tutto ciò che la danneggia li alza. Ad esempio, le tariffe vengono trasferite ai consumatori. Oltre ad amministrare gli accordi commerciali, l’Omc fornisce un meccanismo per risolvere le dispute tra i suoi membri, come appena avvenuto con Cina e Stati Uniti.

La rilevanza della sentenza Omc

La sentenza dell’Omc sulle tariffe statunitensi si inserisce in quadro piuttosto complicato.
Stando alle ultime dichiarazioni di Trump, non pare che gli Stati Uniti abbiano alcuna fretta a risolvere la loro disputa commerciale con la Cina e in effetti le trattative si stanno muovendo molto lentamente. Resta quindi da vedere se Washington sceglierà di conformarsi alla decisione dell’organo di appello dell’Omc. Di certo, questa sentenza riconosce formalmente la difficoltà per le aziende straniere nel competere con quelle cinesi, sovvenzionate dal proprio governo.

Per i nostri dubbi sulla vicenda, vi rimandiamo ad una nostra riflessione di quattro mesi fa.

Commenta

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.