Nuove formule politiche? Lo schema del governo svedeseTempo di lettura stimato: 1 min.

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Le elezioni svedesi sono state alcune di quelle più importanti del 2018. Eppure, dopo il voto se ne è persa completamente traccia. Lorenzo Torri aveva già pubblicato una guida al voto in Svezia in occasione del 9 settembre, ma come si è evoluta la situazione da allora?

Nel Riksdag, il Parlamento svedese, sono rappresentati otto partiti. Le scorse elezioni hanno visto scontrarsi due formazioni opposte (centrosinistra e la “Alleanza” di centrodestra) e due partiti che correvano da soli (il partito di estrema sinistra Vänsterpartiet e i nazionalisti Sverigedemokraterna). Nonostante i nazionalisti di SD abbiano avuto un risultato più basso rispetto alle previsioni, la loro presenza ha reso molto difficile la formazione di un governo, dato che nessuna delle due formazioni principali aveva i numeri per poter governare da sola.

Fotografia di Christer Hansson

La situazione si è risolta grazie ai Liberali (L) e al partito di centro (C), i due partiti del gruppo ALDE, che si sono separati dal resto dell’Alleanza per evitare di dover governare con Sverigedemokraterna, un partito ancora molto demonizzato dallo scenario politico svedese. Grazie all’astensione di questi due partiti e del Partito della Sinistra (V), il governo uscente, formato dai Verdi (MP) e dai Socialdemocratici (S), non è stato sfiduciato (nel sistema svedese non è necessario vincere il voto di fiducia, purché la maggioranza non voti contro). Quello svedese sarà un governo di minoranza fortemente limitato, ma presenta uno schema nuovo nella politica continentale.

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