Morte del super-generale iraniano per ordine di TrumpTempo di lettura stimato: 2 min.

0
201

Nella notte appena trascorsa, il generale iraniano Qassem Soleimani è stato ucciso sul suolo iracheno da un drone americano. Soleimani era considerato il più influente tra gli alti membri dell’esercito iraniano, nonché il numero due della nazione. L’ordine di attacco è partito direttamente dal presidente americano Donald Trump, il quale ha esercitato direttamente il potere presidenziale in termini di gestione militare, non avendo prima consultato il congresso.

Chi era Soleimani?

Come riportato da un articolo del Corriere della Sera, Soleimani era uno degli uomini più influenti del panorama mediorientale. Proveniente da una famiglia di contadini, era riuscito a far carriera all’interno dell’esercito iraniano fino a diventare comandante delle Guardie della Rivoluzione, la forza di elite della nazione Sciita. Il super-generale era inoltre responsabile di molte delle operazioni militari estere iraniane, tra le quali risultava la situazione irachena. Soleimani era inoltre una figura particolarmente apprezzata all’interno del Paese, in quanto riscuoteva consensi in tutti i livelli della popolazione, in particolare fra i giovani.

Nella foto Qassem Soleimani

Le reazioni all’attacco

L’azione militare ordinata da Trump ha riscontrato reazioni contrastanti all’interno degli Stati Uniti, e di critica in Medio-oriente. Negli USA il partito democratico si è espresso duramente nei confronti di questo attacco. Infatti l’ex vice presidente Joe Biden l’ha definito un azzardo che rischia di far esplodere un nuovo conflitto, mentre la speaker della Camera, Nancy Pelosi, l’ha etichettato come una prevaricazione del presidente nei confronti del Congresso. In Medio-oriente sono state molto dure le reazioni di Iraq e Iran. Il presidente uscente iracheno, Abdel Abdul-Mahdi, ha apostrofato l’assassinio di Soleimani come una violazione della sovranità irachena. Il presidente iraniano Rohani ha invece minacciato ritorsioni sui soldati americani nell’area, dando un ultimatum per il ritiro delle truppe USA.

Le possibili conseguenze

L’omicidio di Soleimani potrebbe provocare un’escalation di violenza in un’area che già vive in una situazione di forte instabilità. Il rischio di una nuova guerra in Medio-oriente appare oggi nuovamente tangibile. Non è tuttavia ancora chiaro quale siano le intenzioni dell’attuale amministrazione americana nei confronti dei paesi del golfo e limitrofi. Difatti Trump, dopo aver ritirato alcuni mesi fa le forze USA dalla Turchia, torna oggi protagonista dello scenario arabo con questo attacco dal cielo.

Commenta

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.