Mini-bot: Stesse forzature, altro debitoTempo di lettura stimato: 2 min.

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Attualmente l’Italia è sotto osservazione in Europa e nel mondo. Tutti gli osservatori internazionali stanno seguendo le vicende economiche italiane con un’attenzione particolare. Un’attenzione che si rivolge a chi è virtuoso, o a chi con i suoi capricci è in conflitto con tutto e tutti.
L’Italia, purtroppo, rientra nella seconda casistica.

Cosa sono i mini-bot?
Sono dei buoni del tesoro di Stato emessi in versione cartacea che servirebbero a ripagare i debiti della Pubblica Amministrazione verso i privati.

Cosa rappresentano i mini-bot?
Beh, difficile a dirsi. In base a chi parla assumono significati diversi.
Borghi, l’economista leghista che li ha proposti, li ha descritti nel suo libro come uno strumento efficace per rendere l’uscita dall’Euro meno traumatica possibile.
Draghi, il Presidente della Banca Centrale Europea, li ha descritti come: o illegali, perché rappresenterebbero una nuova moneta, e ciò non è permesso nell’UE, o come altro debito. Essendo i bond in questione usati per ripagare un debito, ma non provenendo dalla Banca Centrale, questi sarebbero dei tappa-buchi.
Ma sempre debito saranno. E quindi aumenterebbero il nostro già altissimo rapporto deficit/PIL.
Puglisi, professore associato nell’Università di Pavia, li descrive come un primo esperimento per l’uscita dall’Euro. “Sono estremamente pericolosi”, ha affermato al riguardo.
Tria, il nostro Ministro dell’Economia, ha invece affermato mercoledì: “Vorrei assicurare che non vi è alcuno studio sull’emissione dei mini-bot attualmente”.
Boccia, presidente di Confindustria, ha riassunto l’opinione dei suoi membri così: “Non è opportuno incrementare il debito pubblico del Paese vista la sua entità”, in questo modo appoggiando in pieno le critiche avanzate anche dai giovani di Confindustria che hanno bocciato l’idea della Lega.

Osserviamo ora alcune caratteristiche dei mini-bot:
• Sono esclusivamente cartacei;
• Variano dai 5 ai 100 euro;
• Non hanno data di scadenza né interessi;
• L’emissione non sarà regolare come per gli altri titoli di stato;
• Non si è obbligati ad accettarli (espediente usato affinché non figurino come moneta);
• Non si può utilizzarli per transazioni maggiori ai 25mila euro;

I mini-bot vorrebbero andare a coprire buona parte degli oltre 63 milioni di debito che lo Stato ha accumulato verso i privati. Di questi, la metà sono considerati debiti con grave ritardo, con il costo degli interessi che grava sulle nostre tasche di contribuenti.

Molti esperti dubitano che il governo intenda veramente introdurre i mini-bot, in quanto questo richiederebbe una legislazione specifica da parte del Parlamento. A detta degli stessi, servirebbero solo nel braccio di ferro con l’UE. Un’osservazione valida al momento afferma che la proposta di studio è stata introdotta in maniera talmente subdola che i parlamentari non sapevano nemmeno per cosa stessero votando.
La prova a tutto ciò è che il 28 Maggio sono stati approvati all’unanimità. Anche PD e +Europa si sono espressi favorevolmente. Tutto ciò per poi ritirare il loro supporto, dopo aver capito la portata della loro negligenza.

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