L’Italia degli elettori sempre più swingTempo di lettura stimato: 1 min.

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© ANSA/ANGELO CARCONI

Il risultato delle Elezioni Europee in Italia, come già preannunciato dai sondaggi, ha segnato l’ennesimo, brusco, passaggio dello scettro di primo partito:  a distanza di poco più di un anno dalle elezioni del 4 marzo i rapporti di forza fra le due forze del governo gialloverde si sono completamente invertiti con il Movimento 5 Stelle passato dal 33% delle Politiche al 17% odierno e la Lega di Matteo Salvini che si trova ora virtualmente azionista di maggioranza dell’esecutivo avendo compiuto il percorso inverso.

Non si tratta certo di un primo caso per il nostro Paese: proprio alle scorse Politiche il Partito Democratico di Matteo Renzi era passato dal 41 % delle Europee 2014 al 17% con un crollo inaspettato anche per i suoi più grandi detrattori. Nell’arco di 5 anni gli italiani hanno prima acclamato con un plebiscito ben tre partiti affossandoli in seguito.

Se dunque sicuramente ogni sconfitta ha i suoi motivi e quella dei 5 stelle di oggi ha poco a che vedere con quella del 4 marzo del Pd di Renzi, viene tuttavia spontaneo notare quanto l’elettorato italiano sia sempre più disorientato e volubile in un frangente in cui le narrazioni collettive dei partiti sembrano durare lo spazio di una tornata elettorale. La scommessa della Lega di Matteo Salvini è proprio di non cadere in questa sorta di maledizione che ha colpito prima l’aspirante egemonia liberaldemocratica di Matteo Renzi e poi il populismo senza né destra né sinistra del Movimento 5 stelle di Di Maio. Basterà il bacio al rosario?

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