Le proteste in Libano continuanoTempo di lettura stimato: 2 min.

0
196
In foto dei giovani libanesi che prendono parte alle manifestazioni pacifiche che si svolgono in tutto il paese.

In Libano sono in corso le proteste più partecipate degli ultimi 14 anni. Siamo ormai al quinto giorno di protesta contro un governo definito debole ed incapace di risanare il collasso economico che stringe il paese.

I manifestanti sono scesi per le strade nei maggiori centri urbani domenica per manifestare contro l’esecutivo che, a loro dire, sta temporeggiando su riforme necessarie. La piazza chiede più tasse ai redditi più alti, mentre accusa il governo di aver imboccato la strada opposta tassando i poveri.

Il dissenso è scoppiato giovedì dopo che sono state annunciate nuove tasse, incluso un curioso prelievo di $6 al mese sull’applicazione di messaggistica WhatsApp, che negli scorsi giorni si è rilevata fondamentale proprio per catalizzare il dissenso per le strade. La rabbia nelle piazze si è poi accentuata venerdì, giorno in cui negozi di alta fascia a Beirut sono stati saccheggiati.

Da allora, le proteste sono rientrate pacificamente ed adesso si condensano in grandi raduni pacifici che attraversano le linee i limiti sociali e di settore. Anche per questo motivo hanno continuato a crescere in dimensioni ed energia mentre i leader libanesi lavorano ad una proposta che possa accontentare i più.

Come titolano i giornali in Libano

NNA – AL-JOUMHOURIA: Il potere al test.. Washington appoggia la protesta e Mosca incita il governo a non dimettersi

ASHARQ: Ultima chance a fronte delle incognite

AL-AKHBAR: Il giorno del giudizio: Il potere convincerà le persone?

Il governo alle strette

Sul cielo di Beirut intanto imperano le bandiere libanesi, mentre quelle di partito sono in gran parte assenti: un segno di unità da sempre assente nelle altre dimostrazioni di piazza. Le proteste certo non sono rare in Libano, ma folle di queste dimensioni in piazza non si vedevano dalla cosiddetta rivoluzione dei cedri del 2005, che costrinse le forze siriane a lasciare il paese dopo 15 anni di influenza politica Siriana in Libano.

Quel momento avrebbe dovuto inaugurare una nuova era di governance in cui i governi libanesi sarebbero stati più liberi di gestire gli affari nazionali. Invece, la corruzione dilagante e il nepotismo si sono fatti strada nelle istituzioni statali e il divario tra una privilegiata élite e il resto del paese si è ampliato.

L’economia del Libano, nel frattempo, ha raggiunto un picco picco storico con un debito nazionale pari al 150% del PIL. Si teme un ulteriore aumento, mentre le riserve delle banche centrali sono precipitate del 30% nell’ultimo anno e la valuta locale va incontro ad una costante inflazione.

Al-Jazeera intanto ci fornisce aggiornamenti continui sulla situazione.

 

Commenta

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.