La Spagna, la salma di Franco e i conti con il passatoTempo di lettura stimato: 2 min.

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Circa a 60 chilometri a nord ovest di Madrid, sorge un enorme monastero che ha lo scopo di custodire e ricordare i caduti della guerra civile spagnola, di entrambi gli schieramenti. La Valle de los Caídos, questo il nome, ha però anche un altro ospite illustre: Francisco Franco. 

Sì perché il Caudillo aveva ideato e fatto costruire questo gigantesco complesso negli anni 40 sia come opera di rappacificazione nazionale dopo anni di frammentazioni, sia come enorme mausoleo: per i morti della guerra civile, per Primo de Rivera (fondatore del partito che sarebbe diventato quello franchista), ma in definitiva anche per sé stesso. E lì infatti è stato sepolto, con tutti gli onori civili e militari possibili, proprio nel monumento costruito su suo ordine dagli oppositori politici condannati negli anni ai lavori forzati. 

Dalla sua morte nel 1975, Franco, la sua tomba e in generale tutta la sua eredità sono state di difficilissima gestione per la Spagna: se da un lato non si può che lodare la delicatezza e maestria con cui Juan Carlos ha gestito la transizione alla democrazia, dall’altro bisogna riconoscere che (come capita in molti paesi europei) il paese iberico non ha ancora fatto del tutto pace con il suo passato. 

Prova ne sia il fatto che la proposta dell’estate scorsa del governo Sanchez di spostare la tomba di Franco in un altro luogo abbia riacceso una lacerante lotta interna alla società. Il Caudillo è, ancora in molte case, stimato e oggetto di culto e la decisione di Pedro Sanchez di destinare la Valle de los Caídos solo ai caduti della guerra civile ha dovuto affrontare un percorso molto turbolento: sulla stampa, nell’opinione pubblica, ma anche in parlamento. 

Ma la decisione è presa, e il ricorso contro la famiglia di Franco (che al decreto si opponeva) è vinto: ieri, finalmente, si è saputo che dal 10 giugno la salma di Francisco Franco non sarà più custodita all’Altare della Patria spagnolo. L’ex dittatore sarà sepolto a Mingorrubio, alla periferia di Madrid, dove verranno prese tutte le precauzioni affinché la nuova collocazione non diventi un luogo di esaltazione della dittatura (come invece avveniva regolarmente alla Valle de los Caídos). E così forse la Spagna potrà dire di essersi messa definitivamente alle spalle questa pagina del proprio passato.

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