La scissione di Renzi e il futuro del governoTempo di lettura stimato: 2 min.

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E’ successo. E tutti sapevamo che sarebbe successo. Eppure, esattamente come quando la stella cadente sfreccia effettivamente nel cielo, le persone che hanno passato ore ad attenderla se ne stupiscono sempre. Un lampo nel cielo, e tutti rimangono sbigottiti. E’ questo il paragone più efficacie per descrivere la scissione di Renzi.

Nulla di inaspettato

Una scissione annunciata da più di un anno, da quando nel marzo 2019, il politico fiorentino ha rassegnato le sue dimissioni da Segretario del Partito Democratico in favore di Nicola Zingaretti, incoronato alle primarie del partito. Una scissione che sembra essere anche la mossa giusta per l’agenda personale di Renzi: ancora a capo della corrente più forte all’interno del partito,questo ruolo secondario gli stava evidentemente stretto. Una scissione che secondo molti sarebbe arrivata prima della caduta del governo Conte 1, così da iniziare fin da subito una campagna elettorale fondamentale per il centro-sinistra italiano contro lo strapotere dei sondaggi Leghisti.

Eppure, una scissione che è arrivata ieri, poche settimane dopo che il leader del neonato gruppo parlamentare si è messo in prima fila nello sforzo per evitare lo scioglimento delle camere. Accettando di venire ai patti con gli arcinemici di una volta, ha dimostrato di considerare le elezioni il peggiore dei mali in questo momento. Con questa scissione, ha invece dimostrato come l’opposizione interna fosse un ostacolo troppo alto per i suoi obbiettivi.

Tutti se l’aspettavano, insomma, la scissione di Renzi, eppure ora che si è materializzata tutti faticano a comprenderne l’entità. Il governo è ora appoggiato su tre gambe: quella del Movimento, del PD e il nuovo partito nato dalla scissione di Renzi. Questa formazione appare più solida di quella precedente, che si fondava su un binomio già complesso tra PD e M5S e che appariva molto fragile contro gli scossoni delle minoranze interne ai partiti. Eppure, aumentare il numero dei giocatori può solo avere l’effetto di aumentare gli interessi in campo, e con essi il rischio di veder crollare il castello di carte.

E’ necessario però ricordare come un colpo di testa da parte di uno dei sostenitori del governo sembra essere molto improbabile, vista l’improbabilità dell’alleanza che si è formata. Nata unicamente per impedire a Salvini di andare al potere, contrastata nei sondaggi da più di metà del paese e fortemente esposta a critiche, questa maggioranza dovrà dimostrarsi in grado di superare anche la scissione di Renzi, se vuole evitare che questa esperienza di governo diventi la tomba di chi vi partecipa.

 

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