La riorganizzazione del Movimento, Luigi di Maio e il Mandato ZeroTempo di lettura stimato: 2 min.

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La grande riorganizzazione del M5S

Dopo la batosta delle Europee, ai vertici del partito si è organizzata una grossa riorganizzazione del Movimento. Il tentativo di riconquistare il favore degli elettori è sintetizzato in una serie di video tutorial. Questi vedono Luigi di Maio, vicepremier, ministro e leader del Movimento spiegare le proposte che verranno votate dagli iscritti sulla piattaforma Rousseau.
Le idee riguardano una sostanziale riorganizzazione del Movimento nella sua struttura, l’inserimento di facilitatori regionali, e la possibilità di stringere alleanze con altri movimenti politici nelle elezioni comunali per formare liste civiche. Ma la proposta che più ha fatto discutere riguarda il cosiddetto “Mandato Zero”.

La proposta

Secondo il capo politico del Movimento, troppe volte consiglieri comunali eletti rifiutano di candidarsi una seconda volta, per via della celebre regola dei due mandati. Uno dei cavalli di battaglia del partito sin dalla sua fondazione, questa regola prevede che nessun esponente del partito possa essere eletto più di due volte, in qualunque carica politica. Questa regola, ideata per limitare il potere dei singoli, ha avuto come effetto quello di limitare le ricandidature di coloro già eletti a livello locale dal candidarsi una seconda volta, per cercare invece di essere eletti a livello nazionale o europeo. Per risolvere questo “spreco di esperienza sul territorio e delle sue dinamiche”, come lo ha definito Di Maio nel suo ultimo video, il partito propone una nuova soluzione.

Luigi di Maio spiega la riorganizzazione del Movimento Cinque Stelle

Infatti, esclusivamente a livello comunale e municipale, sarà ora possibile essere eletti più di due volte. Se un candidato sindaco viene eletto consigliere comunale, per esempio, potrà ricandidarsi alla fine del suo mandato come se la prima elezione non fosse mai accaduta. In questo modo potrà proseguire il suo percorso di gestione del territorio, senza dover sacrificare la possibilità un giorno di essere eletto in Parlamento.

La polemica, riorganizzazione del movimento o crisi?

La pubblicazione del video ha provocato numerose polemiche tra i vari partiti. Questa può infatti sembrare l’ennesima riorganizzazione del Movimento e delle sue regole per riuscire a mantenere i seggi conquistati alle elezioni del 4 marzo. La critica appare però piuttosto sterile, dato che Di Maio ha reso molto chiaro come la proposta sarebbe da applicare solo a livello locale.
E’ pur vero però che recentemente sono molte le manovre del Movimento che appaiono indicare un cambio di rotta più che una riorganizzazione. Dall’alleanza con la Lega pur di evitare lo scioglimento delle camere, fino al voto per evitare l’indagine parlamentare contro Matteo Salvini, è impossibile non notare come il Movimento sia sempre più una creatura politica, determinata a durare il più possibile nonostante le recenti difficoltà.

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