La direttiva UE che richiede 30% dei titoli offerti in streaming siano europeiTempo di lettura stimato: 1 min.

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Il Parlamento Europeo ​🇪🇺 ha approvato il 2 ottobre 2018 la cosiddetta Direttiva “AVMSD” (AudioVisual Media Services Directive), che serve a regolamentare le piattaforme online on-demand come Netflix. Queste “nuove” piattaforme, infatti, sfuggivano facilmente alle legislazioni riguardanti emittenti televisive, e potevano fare larghissimi profitti.

Che cosa impone la direttiva? Seguendo i principi dell’Unione in ambito audiovisivo, essa impone che anche i servizi on-demand tutelino e finanzino le produzioni europee. Per farlo, richiede che ALMENO IL 30% dei titoli offerti su queste piattaforme siano prodotti nei Paesi Membri.

↪️ Netflix, che inizialmente aveva protestato, ha rivelato che aumenterà notevolmente le produzioni in Europa. Alcuni (riuscitissimi) esperimenti erano già stati fatti, con serie del calibro di Black Mirror o The Crown (entrambe prodotte in Inghilterra 🇬🇧).

➡️ E ora? Il Consiglio Europeo dovrà esprimersi sulla direttiva per completare il processo. Dopo l’approvazione, i Paesi Membri avranno 21 mesi di tempo per scrivere o adattare le proprie leggi alle nuove indicazioni europee. Sulle modalità, i Paesi Membri sono liberi: possono imporre soglie più alte, modalità di adempimento alternative o anche, come ha già fatto la Germania 🇩🇪, imporre sovrattasse (nel caso in esame, per finanziare il cinema tedesco).

🔎 PER SAPERNE DI PIÙ:
– Sulla normativa europea (🇬🇧): http://europa.eu/rapid/press-release_MEMO-16-1895_en.htm

– Sulle decisioni di Netflix (🇬🇧): https://www.ft.com/con…/924ce2f8-f312-11e8-ae55-df4bf40f9d0d

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