La Casa Bianca in difesa degli omosessualiTempo di lettura stimato: 1 min.

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La campagna di Grenell

Negli Stati Uniti, l’elezione di Trump non ha portato gioia all’interno della comunità LGBTQ. Tuttavia, l’amministrazione statunitense ha deciso di lanciare una campagna per la decriminalizzazione dell’omosessualità. L’ambasciatore americano in Germania Richard Grenell ha annunciato che lancerà un piano simile, in collaborazione con le Nazioni Unite e l’Unione Europea, ma sotto la supervisione del Dipartimento di Stato per la Democrazia, i Diritti Umani ed il Lavoro. L’ambasciatore Grenell è la figura di più alto profilo dell’amministrazione USA ad essere apertamente omosessuale.

Il ruolo dell’Iran

La causa scatenante parrebbe essere la notizia dell’impiccagione di un trentunenne perché gay ad opera dell’Iran, uno dei principali avversari degli Stati Uniti in questo momento storico. Proprio l’ambasciatore Grenell aveva dichiarato che questa notizia avrebbe dovuto “essere una chiamata al risveglio” per l’Europa. L’Unione Europea si è infatti finora rifiutata di mettersi contro l’Iran come ha fatto invece lo storico partner atlantico. Porre la questione sul campo dei diritti umani potrebbe essere un prezioso metodo per riportare dalla propria parte gli alleati della Casa Bianca.

Gli alleati degli USA

Sono altri alleati però a presentare alcune criticità: secondo un rapporto dell’ILGA (l’Associazione Internazionale di Lesbiche, Gay, Transessuali e Intersessuali), citato indirettamente dallo stesso Grenell, sono più di 70 i Paesi che criminalizzano l’omosessualità, tra cui 8 che la sottopongono a pena capitale. È qui che emergono i problemi: in Arabia Saudita, alleato statunitense, l’omosessualità è punita con la morte. È criminalizzata anche in altri Paesi alleati dell’Occidente, come Emirati Arabi, Pakistan e Afghanistan, anche se le pene non sono talvolta applicate. In Egitto, infine, l’omosessualità non è apertamente discriminata, ma alcune leggi sulle minoranze mettono in difficoltà la comunità LGBTQ. Resta da vedere se l’amministrazione Trump riuscirà ad andare fino in fondo con questa iniziativa, o se dovrà piegarsi agli interessi di alleati troppo importanti per essere condannati apertamente.

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