La Belt and Road: la Cina estende la sua influenzaTempo di lettura stimato: 2 min.

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Il Presidente cinese Xi Jinping [crediti foto: Kremlin.ru]

Sono passati cinque anni dall’annuncio del presidente cinese Xi Jinping di iniziare il maestoso progetto della Belt and Road Initiative. Questo sistema di collegamenti tra Asia Centrale, sud-est asiatico, Africa ed Europa è più volte stato definito dalla retorica cinese come un esempio di “win-win cooperation”, ossia un’operazione che potesse portare benefici sia alla Cina stessa, che ai paesi partner dove la “Nuova Via della Seta” deve passare. Se all’inizio numerosi stati avevano accolto con entusiasmo la proposta, oggi essi si sentono infastiditi da un’influenza cinese che sta sempre più crescendo da un punto di vista economica, ma che molti temono possa trasformarsi in una di tipo politico.

Mappa della Belt and Road Initiative

Un esempio lampante è quello dello Sri Lanka: il grande indebitamento cingalese nei confronti della Cina ha creato il timore che questa dipendenza finanziaria si possa ora trasformare in dipendenza politica. Infatti, il “sentiment” nazionale è passato da filo-cinese a sino-scettico. Situazioni simili si sono ritrovate in Myanmar, Malaysia e Pakistan, dove sono stati rinegoziati i rapporti finanziari con Pechino. I nuovi accordi non hanno diminuito la quantità di capitali cinesi nel territorio, ma hanno contribuito a creare un nuovo atteggiamento nei confronti del gigante asiatico. Questa transizione è stata favorita anche dalla nuova alleanza indo-pacifica promossa da Donald Trump nel 2017. Stati Uniti, Australia, India e Giappone infatti propongono una retorica parallela e opposta a quella cinese, nel tentativo di ostacolare la crescente influenza della superpotenza nel sud-est asiatico.

Sebbene negli ultimi cinque anni la Cina abbia rafforzato i rapporti diplomatici con numerosi paesi, firmando 103 accordi di cooperazione, anche alcuni paesi europei hanno recentemente manifestato una crescente ostilità nei confronti di Pechino. Infatti, l’Europa si è immediatamente trovata in casa il progetto cinese: l’acquisizione del porto del Pireo e la costruzione della ferrovia Belgrado-Budapest hanno evidenziato la volontà cinese di iniziare a giocare un ruolo attivo nel continente. La risposta è arrivata attraverso la pubblicazione di una nuova normativa sugli investimenti strategici in territorio europeo, oltre all’invito dei 27 ambasciatori europei in Cina ad una maggiore coerenza tra la Belt and Road e i progetti infrastrutturali già presenti.

Risulta quindi chiaro come la più grande sfida per la Cina sia ora quella di cercare di mantenere buoni rapporti diplomatici con numerosi paesi, per preservare un progetto così decisivo per le ambizioni dell’amministrazione cinese.

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