Ius soli, ius sanguinis … o ius pecuniae?Tempo di lettura stimato: 2 min.

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Vi ricordate i giovani calciatori che, lo scorso luglio, erano rimasti bloccati all’interno di una grotta in Thailandia che era stata sommersa d’acqua? I media li avevano definiti “giovani thailandesi”, ma la verità è che molti di loro erano apolidi, ovvero letteralmente “senza stato” (come ci spiega l’articolo “Gli Stateless – da Hannah Arendt ai giorni nostri“). In seguito, gli è stata concessa la cittadinanza thailandese, per la quale altrimenti avrebbero dovuto aspettare una decina d’anni in quanto parte di una minoranza.

Tuttavia, questo è un caso eccezionale, perché in genere il modo più facile per procurarsi una nuova nazionalità o perlomeno un passaporto è il denaro, e non poco. I passaporti sono diventati una merce che ha un giro d’affari miliardario, anche nell’Unione Europea.

Le cifre non sono note con esattezza, ma, secondo un rapporto congiunto di Transparency International e Global Witness, il business dei “visti d’oro” è valso 25 miliardi di euro nell’ultimo decennio. Solo nell’Unione Europea, i Paesi che offrono residenza o cittadinanza in cambio di investimento di denaro sono 13: Austria, Cipro, Lussemburgo, Malta, Grecia, Lettonia, Portogallo, Spagna, Irlanda, Gran Bretagna, Bulgaria, Olanda e Francia.

Credits: “Visti d’oro, un rischio per la Ue”, Il Sole 24 ore

Questo commercio ha i suoi lati negativi: l’OCSE ha sollevato l’attenzione sui rischi concreti di riciclaggio di denaro sporco e frode data la superficialità dei controlli. La Commissione Europea stabilirà delle linee guida, ma ha un potere limitato: anche se un passaporto maltese o cipriota dà accesso a tutto il territorio dell’Unione, sono i singoli Stati a decidere a chi concedere la cittadinanza.

Inoltre, tutto ciò rappresenta una forma di disuguaglianza che mina il concetto di cittadinanza europea e non solo: anche la libertà di movimento è a rischio, perché non è per niente gratuita. Arton Capital e Henley & Partners hanno creato un indice annuale dei passaporti che garantiscono più libertà di movimento: al primo posto troviamo il Giappone, il passaporto più forte del mondo, che garantisce la possibilità di visitare 190 paesi senza visto o con visto all’ingresso; mentre l’Afghanistan e l’Iraq hanno i passaporti più deboli, che garantiscono di muoversi solo in 30 stati.
Ironicamente, la rivista Internazionale ha commentato: “Allo ius soli e allo ius sanguinis si è aggiunto lo ius pecuniae, il diritto del denaro, che se non altro ha il vantaggio della chiarezza.”

https://www.ilsole24ore.com/art/mondo/2018-10-10/visti-d-oro-rischio-la-ue-135832.shtml?uuid=AExrFiKG

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