Israele e Palestina: Cosa prevede la proposta di Trump?Tempo di lettura stimato: 2 min.

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Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump incontra il primo ministro di Israele, Benjamin Netanyahu, 27 gennaio 2020 [crediti foto: Getty images]

Nei giorni scorsi, Trump ha presentato il tanto atteso “Piano del Secolo“, che secondo il governo USA dovrebbe risolvere l’eterno conflitto tra Israele e Palestina. Nei fatti, la proposta difficilmente avrà successo. I palestinesi hanno già fatto sapere che non la prenderanno neanche in esame.

IL PIANO

Da un lato, il progetto esaudisce tutte le richieste avanzate da Israele in tempi recenti. La valle del Giordano verrebbe annessa allo Stato di Israele, come promesso dal primo ministro Benjamin Netanyahu (ma anche dal suo principale rivale Gantz) in campagna elettorale. Inoltre, le colonie israeliane, sparse all’interno dei territori palestinesi, dovrebbero rimanere ed essere riconosciute come territorio israeliano.

L’ultimo punto fondamentale riguarda Gerusalemme. La città attualmente è divisa in due, anche se è quasi completamente sotto il controllo israeliano. Nel piano di Trump, la città finirebbe totalmente nelle mani di Israele.

Dall’altro lato, il piano prevede anche dei vantaggi per la Palestina. Innanzitutto, la regione verrebbe ufficialmente riconosciuta come stato. Il riconoscimento avrebbe un valore molto più che simbolico, in quanto garantirebbe alla Palestina la sovranità ufficiale sul proprio territorio.

Il piano prevede anche la costruzione di un tunnel, per collegare i territori palestinesi (West Bank), con la striscia di Gaza. Il sottopassaggio permetterebbe di transitare facilmente tra le due aree, cosa che al momento è invece molto complicata.

In verde i territori che formerebbero lo Stato Palestinese, con il collegamento sotterraneo tra la striscia di Gaza e i territori del West Bank [crediti: Peace to Prosperity, documento della Casa Bianca]
LE REAZIONI

Nei mesi scorsi Trump aveva iniziato a fare dei passi, per preparare l’opinione pubblica alla proposta. Gli USA sono l’unico stato ad aver riconosciuto Gerusalemme come capitale d’Israele, e ad aver dichiarato non illegali le colonie nei territori palestinesi.

Se come detto la proposta soddisfa la volontà israeliana, nessuno tra i palestinesi ha partecipato alla stesura della proposta. Inoltre, le due maggiori forze Palestinesi, Fatah e Hamas, avevano già annunciato il loro rifiuto a priori. La Palestina verrebbe riconosciuta come stato sovrano, ma dovrebbe convivere con numerose città israeliane dislocate un po’ dappertutto in giro per il Paese. Inoltre, la scelta di lasciare Gerusalemme totalmente sotto il controllo israeliano ha scatenato reazioni sconcertate nel mondo arabo. Non ultimo, il primo ministro turco Erdogan ha bocciato il piano, poiché “Gerusalemme è sacra per i musulmani”.

In conclusione, la maggior parte degli analisti concorda nel dire che il piano, nonostante le dichiarazioni di Trump, non avrà molte possibilità di successo così come è strutturato.

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