In Libano è nato il nuovo governoTempo di lettura stimato: 2 min.

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Credits: ANSA

“Un governo che rappresenta le aspirazioni dei manifestanti che si sono mobilitati in tutto il paese per più di tre mesi”. Così Hassan Diab, il nuovo premier, ha definito il nuovo governo del Libano, per il quale ha ottenuto l’incarico lo scorso 19 dicembre dopo le dimissioni di Saad Hariri.

Il nuovo governo è formato da 20 ministri, che sono stati definiti dal nuovo premier degli “specialisti”. Si tratta in realtà di personaggi sostenuti proprio dai movimenti politici oggetto delle proteste popolari degli ultimi mesi. Per questo motivo il nuovo governo non ha entusiasmato le folle, che continuano a manifestare per ottenere riforme radicali e un governo formato da ministri che siano effettivamente indipendenti, oltre che in grado di tirare fuori il Paese dalla grave crisi economica e politica in continuo peggioramento.

A ottobre il debito pubblico del Libano ha raggiunto i 77 miliardi di dollari, più del 150% del Pil. Il governo ha allora deciso di alzare le tasse su molti beni e servizi, tra cui il tabacco, la benzina e telefonate via internet, cercando di incrementare le entrate pubbliche ma aumentando così il costo della vita. Da allora, il popolo libanese ha occupato le piazze del Paese, pretendendo una classe politica in grado di gestire la crisi economica senza arricchirsi sulle spalle di una popolazione sempre più povera.

Secondo l’Onu in Libano l’1% della popolazione detiene circa il 25% del reddito nazionale, e il 20% dei depositi è concentrato in soli 1600 conti correnti. Il salario minimo è di appena 290 euro al mese, ma un milione e mezzo di abitanti vive con meno di 4 dollari al giorno, ovvero meno di 108 euro al mese. Nelle ultime settimane, la disoccupazione sta continuando ad aumentare, superando il 40%. I prezzi dei generi di prima necessità sono cresciuti esponenzialmente e il sistema bancario è entrato in crisi di liquidità a causa dei continui prelievi dei cittadini spaventati.

L’esecutivo “si adopererà per venire incontro alle richieste per una magistratura indipendente, il recupero dei soldi rubati e la lotta contro i guadagni illegali”, ha detto Diab. Ma ci vorrà di più di una semplice dichiarazione di intenti per convincere i Libanesi a lasciare la piazza e ritenere soddisfatte le proprie richieste.

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