I vincitori silenziosi delle europeeTempo di lettura stimato: 1 min.

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Credits: ANSA

C’è chi fa notare, ironicamente, che da quando Greta Thunberg ha cominciato la sua lotta contro il riscaldamento globale, il clima è diventato sempre più freddo, complice questo maggio di pioggia costante. Nonostante il meteo non aiuti, sono forse i Verdi i veri vincitori silenziosi di queste europee. Infatti, sono diventati il secondo partito in Germania, subito dietro al Cdu-Csu della Merkel e nettamente avanti ai socialdemocratici, ma hanno ottenuto un risultato simile in Finlandia. Ancora, quello ecologista è diventato il terzo partito sia in Francia che Irlanda. I Green avanzano anche in Danimarca, Olanda e Gran Bretagna.

In tutto, la coalizione ambientalista ha ottenuto 70 seggi, il 18% in più rispetto agli anni precendenti, il miglior risultato di sempre: è diventata così la quarta formazione a Bruxelles, tanto che il Corriere della Sera l’ha definita il nuovo ago della bilancia nella formazione della maggioranza e in generale nelle future dinamiche del Parlamento europeo. Da notare, però, che questa ondata ambientalista sembra sia stata abbracciata solo dai nostri vicini nordici, a causa della mancanza o scarsa popolarità di partiti simili nell’Europa meridionale, come i decisamente poco conosciuti Verdi del Sudtirolo/Alto Adige e la Federazione Italiana dei Verdi, candidati per le europee con il nome di Europa Verde.

C’è da dire che i giovani sono stati fondamentali per questo risultato incredibile dei Green, a testimonianza di una voglia di cambiamento giocata però nella cornice europeista. Molti, infatti, li hanno votati in alternativa alle proposte, meno convincenti, dei socialdemocratici. Questo spiegherebbe anche in parte la crescita contenuta, rispetto alle aspettative, del voto per sovranisti e populisti. Diventeranno mai i verdi l’alternativa di sinistra che molti stanno aspettando?

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