I muri che oggi dividono l’EuropaTempo di lettura stimato: 2 min.

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Ragazzi che celebrano la caduta del Muro di Berlino

Il 9 novembre è stato il trentesimo anniversario della caduta del Muro di Berlino. Sono passati molti anni da questo evento che ha segnato la storia, ma quali sono i muri che ancora oggi dividono l’Europa?

IL MURO DELL’UNGHERIA DI ORBÀN

Durante l’estate del 2015 l’Ungheria fu esposta fortemente all’ondata di migranti provenienti dalla rotta balcanica. Dopo aver attraversato diversi Stati i profughi si ammassarono nella città serba di Subotica, lungo il confine con l’Ungheria. Le autorità ungheresi erano completamente impreparate a fronteggiare una situazione di tale portata. Per i primi tempi fecero transitare i profughi diretti in Germania sul territorio ungherese. Dopo un po’ di tempo, però, il premier ungherese Victor Orbàn ha ordinato la costruzione di una barriera metallica lungo il confine con la Serbia. La costruzione della barriera ha consentito al premier ungherese ed al suo partito di aumentare notevolmente i consensi in patria. Ha sfruttato la situazione per opporsi alle politiche della Cancelliera tedesca Angela Merkel. Le politiche economiche anti-liberali ed anti-immigrazione di Orbàn hanno riscosso molto successo nei Paesi dell’area Visegrad. L’obiettivo del presidente ungherese è quello di disegnare una politica di destra conservatrice e non liberale che possa essere maggioritaria in Europa.

LA CITTÀ-MURO DI MELILLA

Melilla è una città spagnola sotto il Governo centrale che, però, è situata in Marocco. Gode di una speciale autonomia ed è una frontiera di terra fra l’Europa e l’Africa. La città si stende per appena dodici chilometri quadrati ed è circondata su tre lati da un un muro alto sette metri sormontato da filo spinato. È stato il primo muro costruito in Europa dopo la caduta del Muro di Berlino. La costruzione delle due barriere che lo compongono è avvenuta verso la fine degli anni Novanta. L’Unione Europea ha sostenuto tutti i costi. Ogni anno centinaia di migranti provenienti dall’Africa cercano di scavalcarlo per giungere in Europa. Il Marocco periodicamente effettua delle retate. I migranti vengono portati in centri di detenzione illegali e successivamente respinti al confine con l’Algeria. Molti osservatori ritengono che il Marocco abbia recentemente alleviato i controlli sui flussi migratori per ottenere un potere maggiore nelle trattative economiche con l’UE.

LA CAPITALE DI CIPRO DIVISA

La capitale dell’isola Nicosia non è divisa da un vero e proprio muro. Si tratta di due linee etno-nazionali che dividono la città e più in generale il Paese. Con “Sud” si indica la parte greco-cipriota controllata dalla Repubblica di Cipro, mentre con “Nord” ci si riferisce alla “Repubblica Turca di Cipro Nord”. Successivamente al dominio coloniale britannico sull’isola scoppiarono molti conflitti tra il 1963 ed il 1967. I greco-ciprioti volevano l’unione con la Grecia, mentre i turco-ciprioti si battevano per la partizione. Il comandante britannico per le operazioni di pace aveva fissato una green line per la separazione simbolica dei due gruppi etnici. Questa è diventata invalicabile dopo l’invasione turca di Cipro nel 1974 ed è stata aperta solo nel 2003. Eppure questo “muro” non è caduto completamente. Oggi, dopo molte negoziazioni, il filo spinato separa ancora il nord dal sud della città.

 

 

 

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