Haftar parteciperà alla conferenza sulla LibiaTempo di lettura stimato: 1 min.

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La presenza del generale Khalifa Haftar, l’uomo forte della Cirenaica, alla conferenza sulla Libia di Berlino che si terrà il 19 gennaio, è confermata. Questa notizia, confermata nelle ultime 24 ore, assume un peso fondamentale per comprendere gli sviluppi dello scenario libico.

Lo scenario attuale:

Dopo un inasprimento dei conflitti avvenuto nelle ultime settimane, alla mezzanotte del 12 gennaio è entrato in vigore il cessate il fuoco tra le truppe di Haftar e quelle del presidente Al-Serraj. Questa tregua, come riportato in un nostro post, è giunta grazie alla mediazione di Turchia e Russia. Tuttavia entrambi gli schieramenti hanno accusato delle violazioni al cessate il fuoco, che però sono rimaste contenute a piccole schermaglie. Un’inasprimento della situazione si è avuto dopo che il generale Haftar ha lasciato il summit di Mosca, voluto dal presidente Putin. La motivazione motivo che ha spinto il Generale a ciò è stata, come affermato da lui stesso, la mancanza di considerazione nei confronti delle sue richieste. Alla luce di questa situazione esplosiva che rischia di deflagrare, la conferenza del  19 gennaio a cui parteciperanno tutti gli attori coinvolti, potrebbe essere decisiva per la risoluzione del conflitto.

Miliziani libici dopo uno scontro a fuoco
La posizione italiana:

Appare chiara in questo scenario la posizione italiana, che ha tutte le intenzioni di evitare l’alimentarsi del conflitto. Come riportato da un articolo di Repubblica, il presidente del consiglio Giuseppe Conte ha affermato che l’Italia investirà le sue risorse per una risoluzione politica del conflitto, e non fornirà alcun supporto militare volto a far proseguire un conflitto armato. Il premier inoltre ritiene importante un coinvolgimento degli Stati Uniti per una soluzione pacifica del conflitto. Conte ha inoltre aggiunto che è di vitale importanza garantire alla Libia un futuro autonomo, privo di ingerenze esterne. Sulla stessa lunghezza d’onda è anche il ministro degli esteri Di Maio, che ha ribadito l’impegno italiano per una soluzione pacifica del conflitto.

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