Gli US col fiato sul colloTempo di lettura stimato: 1 min.

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Pompeo in avanscoperta

Che dire del tour nell’Europa dell’Est del segretario di stato statunitense Mike Pompeo?
Poco ma sicuro, gli Stati Uniti stanno attualmente tentando di riallacciare i rapporti con gli ex stati cuscinetto dell’URSS. A questo possiamo quindi ricollegare la visita di Pompeo a Orbàn, avvenuta proprio ieri a Budapest.

Orbàn, leader indiscusso della destra populista ungherese, è stato in passato messo da parte dall’amministrazione Obama, mentre viene ora trattato con i guanti bianchi da Trump: sembra infatti necessario il suo prezioso appoggio per contrastare l’influenza incontenibile non solo della Russia ma anche del dragone cinese.

Qual è il punto?

Un alto funzionario del governo ha recentemente dichiarato che l’America si trova ora nella condizione di dover stringere alleanze con gli stati dell’Europa centrale e orientale, data la sua imperdonabile assenza degli ultimi anni e la crescente attenzione di Russia e Cina.

Basti pensare al fatto che Putin si è presentato in Ungheria, solo nello scorso anno, ben due volte, mentre il presidente degli Stati Uniti è andato a far visita l’ultima volta nel lontano 2006, ben tredici anni fa! È quindi evidente che gli attuali sforzi di riavvicinamento siano volti a colmare un gap diplomatico abbastanza preoccupante, e l’Ungheria non è l’unico target.

Le prossime tappe

Quest’oggi, Pompeo si recherà a Bratislava per incontrare i leader slovacchi, prima di approdare in Polonia, dove terrà una conferenza sponsorizzata dagli Stati Uniti sul Medio Oriente.

Fino a che punto si spingerà l’America di Trump?

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