Duro attacco all’euro: analisi dell’editoriale di Grygory MatolcsyTempo di lettura stimato: 2 min.

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In una giornata apparentemente calma come quella di Domenica, il fulmine a ciel sereno arriva da Gyorgy Matolcsy, governatore della Banca Nazionale Ungherese, che attraverso un editoriale sul Financial Times sferra un attacco durissimo all’euro.

L’esordio di Matlocsy è inequivocabile: l’euro è una trappola e i paesi membri dell’unione devono trovare il modo di uscirne.
Le ragioni di ciò sarebbero da ricercarsi sia nei motivi per cui la moneta unica è nata, che nelle sue conseguenze sulle economia dei singoli stati membri.

L’autore dell’editoriale, citando l’economista ungherese Alexandre Lamfalussy, afferma che il senso dell’euro stava nella necessità di difendere l’economia della Comunità Europea dall’Unione Sovietica. La decisione di costituire una moneta unica all’interno dell’Unione viene però presa nel 1992 con i trattati di Maastricht, a crollo del muro di Berlino avvenuto. Questo fa si che la principale motivazione per la nascita dell’euro sia venuta meno nel momento in cui questo veniva costituito.
Matolcsy inoltre sostiene che il tentativo di creare una moneta europea globale, in concorrenza al dollaro americano, abbia portato ad una tacita guerra economica degli Stati Uniti nei confronti della zona euro, che vede i dazi imposti nell’ultimo periodo dall’amministrazione Trump come suo naturale epilogo.
La principale conseguenza negativa dell’euro, analizzando le parole del governatore della Banca Nazionale Ungherese, si trova invece nell’evidente disparità tra le economie dei paesi membri. Il motivo di ciò è la mancanza di alcuni pilastri fondamentali per il funzionamento della moneta unica, quali un ministero delle finanze europeo e un bilancio unitario della zona euro. Questo ha portato ad una crescita di diversi paesi appartenenti alla zona euro inferiore a quella avuta prima della sua introduzione, e ad un aumento enorme dei singoli debiti pubblici.

In conclusione Matolcsy afferma che, avendo l’euro portato più danni che benefici, nei prossimi dieci anni l’Unione dovrebbe permettere ai paesi membri di rinunciare liberamente alla moneta unica, in modo da permettere ai rimanenti di creare una moneta più equa e sostenibile.

Conseguenze:

Malgrado ancora manchi una risposta ufficiale alle parole di Gyorgy Matolcsy pare che questo editoriale abbia suscitato più di qualche malumore all’interno delle istituzioni europee. L’intento del governatore della Banca Nazionale Ungherese non è ancora completamente chiaro, quello che è certo è che le sue parole sono suonate come musica all’orecchio dei sovranisti d’europa.

Leggi l’editoriale completo: https://www.ft.com/content/35b27568-f734-11e9-bbe1-4db3476c5ff0

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