Di Maio in Cina con Macron e Xi Jinping. Nuovo asse?Tempo di lettura stimato: 2 min.

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Xi Jingpin e Di Maio in Cina, durante l'incontro italo-franco-cinese
Xi Jinping e Luigi di Maio sorseggiano prosecco dopo l'incontro tra i rappresentanti commerciali dei due paesi (credits: Il Corriere della Sera)

Si sono incontrati tutti e tre, il presidente Cinese Xi Jinping, quello francese Emmanuel Macron e il Ministro degli Esteri Luigi di Maio in Cina, a Shangai. L’argomento, gli agognati trattati commerciali, per garantirsi l’accesso al miliardo e mezzo di consumatori cinesi. Nonostante le diverse posizioni sullo scacchiere mondiale, tutti e tre i politici hanno ricalcato l’importanza del multilateralismo nel futuro del commercio globale.

Frecciatine verso Washington

Non sono mancati, inevitabilmente, i riferimenti alla “guerra dei dazi” in corso tra i due giganti commerciali del mondo, Cina e Stati Uniti. Nessun paese al mondo può risolvere unilateralmente un problema globale. La globalizzazione e il multilateralismo sono ormai diventati elementi fondamentali dell’ordine mondiale.”I muri vanno abbattuti, non alzati” ha concluso il Presidente Cinese, con chiari riferimenti ai famosi slogan trumpisti sui muri ideali e quelli fisici.

Macron e Di Maio in Cina, due facce della stessa medaglia.

Non è un segreto che ogni paese occidentale guardi alla Cina con estremo interesse, visto lo straordinario numero di opportunità. E non è un segreto come i grandi investimenti Cinesi siano una evidente opportunità di crescita per ogni paese in Europa. Ecco quindi i rappresentanti dei due paesi alla caccia di lucrosi accordi internazionali. Per questo motivo, entrambi hanno rimarcato l’importanza della sfera commerciale nelle relazioni tra il loro paese e Pechino. Macron lo ha affermato esplicitamente, ricordando al pubblico come “Per l’Eliseo la dimensione commerciale è la priorità nei rapporti con Pechino”. I rapporti tra i due paesi è molto solido, almeno da questo punto di vista. Dopo il lucroso “Accordo Airbus” dell’anno scorso, ecco la firma su un nuovo accordo enogastronomico, “vin et fromage”

Più cauto invece di Maio, che ha ricordato come la Cina sia il quinto partner commerciale del nostro paese, “un mercato ineludibile”. D’altra parte, il Ministro degli Esteri non ha mai fatto segreto della sua attrazione verso la Cina fin dall’anno scorso, quando aveva spinto per essere il primo paese dell’Europa Occidentale ad essere coinvolto nella “One Belt One Road initiative”. Anche lui ha accennato al multilateralismo, ma senza riferirsi in nessun modo alla globalizzazione, da sempre uno dei capri espiatori del Movimento 5 Stelle.

(fonte immagine: Il Corriere della Sera)

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