CRONACHE DI CRISI, IL VERTICE NOTTURNO E LA RIPRESA ODIERNATempo di lettura stimato: 2 min.

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Prosegue, giorno dopo giorno, la telenovela delle negoziazioni PD-M5S. Questa notte, il vertice tra Di Maio e Zingaretti non sembra aver ottenuto risultati, tanto che molti davano la trattativa ormai sepolta.

Il nodo rimane lo stesso: la figura di Giuseppe Conte premier non sembra convincere del tutto la dirigenza PD. Tempo di scelte, dunque, per il Movimento, che si trova ora con due, ufficiose, offerte davanti.

La prima, quella degli ex alleati della Lega, prevede sostanzialmente un rimpasto di governo Di Maio premier e Salvini al Viminale.
Rimane però tutta da capire se la Lega sarebbe disposta a concedere una posizione a Conte, che non viene visto molto bene dal Carroccio dopo le fortissime critiche rivolte a Salvini durante il suo discorso al Senato.

La seconda é quella del PD, che sembra attrarre più favori nel Movimento, visto l’astio che serpeggia nei confronti della Lega dopo il “tradimento” di ferragosto.
Questa offerta sembrava non prevedere alcun ruolo per Conte, una prerogativa fondamentale per il Movimento.

Quella che viene definita una trattativa sui contenuti, é invece molto più realisticamente una negoziazione sui nomi, in questo nuovo esecutivo dove ogni parte é fondamentale ma nessuno vuole essere lasciato fuori.
Carlo Calenda l’ha addirittura definita una “trattativa di facciata”, sostenendo invece che l’accordo sia già stato trovato da tempo, con Conte ancora nel suo ruolo di premier.

Sembra però molto complesso trovare la quadra di un accordo tra i due partiti, anche a causa della turbolenta storia tra i due partiti, che non se la sono certo mandata a dire negli ultimi anni. L’accordo sembrava saltato dopo il meeting di stanotte, ma nel pomeriggio la trattativa sembra essersi riaperta, nell’ennesimo ribaltone.

Resta da vedere cosa sceglieranno i dirigenti M5S, mentre i tempi iniziano a stringersi. Entro domani il Presidente Mattarella vuole sapere cosa hanno concluso le parti in causa, e mentre il mondo ci guarda (oggi é arrivato anche l’endorsement per Conte del presidente USA Trump), i mercati reagiscono bene alle trattative. Lo spread é molto basso, 182 punti base, mentre scendono anche i tassi di interesse sul debito.

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