Cronache dal 4 Marcio — 39esimo Bollettino SettimanaleTempo di lettura stimato: 1 min.

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Anno domini 18 d.C. (dopo Craxi): a distanza di trentanove settimane dalle elezioni del 4 marcio nonostante l’approssimarsi del Natale sono in pochi a essere più buoni.

Non è più buono il premier Conte che ha detto di “non avere nulla da rimproverarsi” sui ritardi della manovra. Effettivamente qualcosina ce l’avrebbe chi l’ha messo lì.

Non è più buono il commissario Ue Oettinger che ha annunciato di voler sanzionare la Francia per lo sforamento del 3% chiarendo così che sul tema non ci sono assolutamente due pesi e due misure, ma si affameranno i poveri di tutti i paesi in ugual misura.

Non è più buono Vittorio Feltri che ha fatto sapere di odiare il Natale e di non sopportare i propri nipotini. E se hanno preso dal nonno è più che comprensibile.

Ma sono più buoni i burocrati europei che spiegando la decisione di non sanzionare l’Italia hanno ammesso col sorriso: “Un tempo ci impegnavamo per mettervi i bastoni fra le ruote, ma ormai siete grandi e lo sapete fare benissimo da soli”.

Film della settimana: Se son rose è un classico cinepattone, ma nonostante sia uscito dal 29 novembre nessuno se l’è filato. Un po’ come Francesco Boccia candidato alle primarie del Pd.

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