Cronache dal 4 Marcio – 36esimo Bollettino SettimanaleTempo di lettura stimato: 1 min.

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Anno domini 18 d.C. (dopo Craxi): a distanza di trentasei settimane dalle elezioni del 4 Marcio in pochi riescono a mettere in pratica ciò che hanno stampato in testa.

Non ci riesce Luigi Di Maio che di fronte all’ennesima domanda su dove si stessero stampando le tessere del reddito di cittadinanza, sorridendo ha detto: “Tranquilli abbiamo quasi finito” indicandosi l’inspiegabilmente ampia fronte.

Non ci riesce l’elettore medio di sinistra che guardando Otto e mezzo continuava a ripetersi “non dare ragione a Sallusti, non dare ragione a Sallusti”. Poi ha preso la parola Laura Castelli.

Non ci è riuscito ahimè, neanche il grande regista Bernardo Bertolucci che guardando la manovra del governo propinata agli italiani pare abbia sussurrato: “io almeno facevo usare il burro”.

Non ci riesce il premier Conte che, dopo le polemiche sui padri dei politici, da giorni continua a supplicare suo padre: “Ti prego fa qualche cazzata così almeno qualcuno mi si fila!”

Non ci riesce Matteo Renzi che, nonostante l’intento di voler dire qualcosa di sinistra, ha riabilitato Silvio Berlusconi, concludendo il suo video con un “Ciao amici”. I compagni sono andati via da un pezzo.

Ma ci riesce Starbucks che ha bloccato l’accesso ai siti porno dal suo Wi-Fi. Vibrante la protesta di una delle maggiori star del settore: Silvio Berlusconi.

Film della settimana: Santiago, Italia di Nanni Moretti. Il film parla dell’avvento di una dittatura militare, fascista e iperliberista. Guardando le prime mosse di Bolsonaro in Brasile il regista ha tristemente constatato: “Mi toccherà fare un sequel”.

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