Cronache dal 4 Marcio – 31esimo Bollettino SettimanaleTempo di lettura stimato: 1 min.

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Anno domini 18 d.C. (dopo Craxi): a distanza di trentuno settimane dalle elezioni del 4 Marcio sono in tanti a non voler appendere le scarpe al chiodo.

Non appende le scarpe al chiodo il leghista Ciocca dopo averle usate per calpestare i fogli di Moscovici. La clava pesava troppo.

Non le appende Moscovici che indispettito pare abbia minacciato: “Se non la smettete, vi rimando indietro Tajani!”

Non le appende il ministro dell’Economia Tria che riportato di forza a Roma continua a rispondere alle domande dei giornalisti sulla tenuta dei conti dopo la bocciatura della manovra dicendo con un sorriso falsamente innocente: “Sono giapponese”.

Non le appende il governo del cambiamento: “Se ci fermiamo ora poi magari ci tocca continuare a governare!”

Non appende le scarpe al chiodo Donald Trump che sulle elezioni midterm ha detto agli americani: “andate a votare come se fosse un referendum su di me”. Qualcuno giura di aver visto Renzi gongolare.

E non le appende neanche Alessandro Di Battista che, appreso della decisione del governo di approvare Tap, sta continuando a supplicare l’assistenza dell’Italia: “Vi prego non è proprio possibile annullare il volo per tornare in Italia?”

Ma ha appeso le scarpe al chiodo Maurizio Martina che in vista del congresso Pd ha deciso di scendere in campo, trovandolo vuoto.

Film della settimana: un cinepanettone qualsiasi. Le sue battute demenziali potranno non far ridere tutti, ma ve lo assicuriamo sono comunque più divertenti delle battute di Grillo sull’Asperger. —

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Giunio Panarelli
Nato a Bologna, ma cresciuto salentino, sono un appassionato fin da piccolo di politica, perché Babbo Natale non esisterà, ma Marx sì. Scrivo prevalentemente satira, ma giuro che ogni tanto riesco anche a essere serio. Quest’anno è uscito per Edizioni Montag il mio primo libro "La notte degli indicibili". Un chiaro segno della crisi dell’editoria italiana.

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