Cosa dobbiamo aspettarci questa settimana?Tempo di lettura stimato: 1 min.

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1.Martedì e Mercoledì la rete televisiva americana CNN trasmetterà due serate di dibattiti tra i candidati democratici.

I venti partecipanti sono stati scelti in base alle loro percentuali nei sondaggi e il numero di donazioni ricevute. I dibattiti si terranno a Detroit, in Michigan, uno degli stati chiave di ogni elezione americana, vinto a sorpresa da Trump nel 2016. Nella prima serata, tutti gli occhi sono puntati sullo scontro tra Elizabeth Warren e Bernie Sanders. La prima, forte delle recenti crescite dei suoi sondaggi, il secondo alla disperata ricerca di consensi più moderati.
La sera successiva sarà il turno di Kamala Harris e l’ex vicepresidente Joe Biden. Tutti si aspettano un acceso scontro tra i due, dopo i commenti della senatrice californiana sul passato poco pulito di Biden sulle questioni razziali.

2.Le più grandi compagnie petrolifere del mondo pubblicheranno i loro bilanci per il secondo quarto del 2019.

Sarà interessante osservare come i prezzi del greggio hanno risentito delle recenti crisi nello stretto di Hormuz, e in generale del clima di instabilità nella zona della penisola araba. Nello stesso periodo, la riserva federale statunitense, per ordine del presidente Trump, abbasserà di qualche punto percentuale i tassi d’interesse sul dollaro, una mossa senza un motivo evidente, che lascia molti analisti a interrogarsi sulle intenzioni del Presidente e l’effetto della politica sui mercati globali.

3.Il governo cinese ha annunciato come la “priorità numero uno” a Hong Kong sia “ristabilire l’ordine sociale”.

Giunti ormai all’ottava settimana consecutive di proteste contro il disegno di legge sull’estradizione in Cina, le nubi si oscurano all’orizzonte dei manifestanti. Il governo ha infatti definito “malvagi, orrendi incidenti con gravi danni allo Stato di Diritto (Rule of Law)”. Nella prossima settimana Pechino proverà probabilmente a risolvere due delle sue questioni più scottanti, la “guerra dei dazi” contro Washington e le proteste proprio ad Hong Kong, dove i cittadini hanno già annunciato resistenza ad oltranza.

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