8 condanne per l’omicidio di Khashoggi. Ma i mandanti resteranno impunitiTempo di lettura stimato: 3 min.

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La procura di Riad ha annunciato la condanna di otto persone, tra cui cinque a morte, per l’omicidio del giornalista Khashoggi. Ma il presunto mandante, il principe dell’Arabia Saudita Mohammad bin Salman, rimane impunito.

Ieri, 23 dicembre, la procura di Riad, capitale dell’Arabia Saudita, ha annunciato la condanna di otto imputati per l’omicidio del giornalista saudita Jamal Khashoggi nell’ottobre 2018. Degli undici accusati, infatti cinque sono stati condannati a morte, tre a 24 anni complessivi di carcere e i restanti tre assolti. Nonostante l’Onu avesse trovato prove del coinvolgimento del principe saudita Mohammad bin Salman e del suo consigliere Saud al Qahtari, la procura non li ha accusati.

Prima della morte

Il giornalista Jamal Khashoggi, da settembre 2017 auto-esiliato negli USA per aver criticato il governo dell’Arabia Saudita per repressione e censura, è stato ucciso il 2 ottobre. Quel giorno si era infatti diretto nel consolato saudita in Turchia per ottenere un documento che certificasse il suo stato civile affinché potesse sposarsi con la fidanzata Hatice Cengiz. Non potendo entrare nel consolato col telefono, l’aveva affidato a Cenzig, chiedendole di avvertire le autorità se non fosse uscito entro quattro ore.

Le tappe del caso

13:14, 2 ottobre 2018: Khashoggi entra nel consolato saudita a Istanbul. Vi rimane fin dopo le 16, nonostante il consolato chiuda alle 15:30.

3-4 ottobre: il Washington Post, con cui Khashoggi collabora, e la fidanzata Cenzig sono preoccupati per la scomparsa del giornalista. La presidenza turca sostiene che Khashoggi sia ancora nel consolato, mentre il governo saudita dichiara che ha lasciato l’edificio del consolato dalla porta posteriore. La telecamera di sorveglianza di una scuola materna vicino al consolato però non riprende l’uscita di Khashoggi.

6-7 ottobre: funzionari turchi dichiarano che il giornalista è stato ucciso nel consolato da un gruppo di ufficiali e funzionari dell’intelligence saudita, tra cui uno specialista in medicina, per disfarsi del corpo, arrivati a Istanbul il 2 ottobre e ripartiti lo stesso giorno.

9-11 ottobre: iniziano le perquisizioni al consolato. Intanto il governo turco chiede i filmati dell’edificio, ma il governo saudita sostiene che le telecamere non funzionassero quel giorno.

12-13 ottobre: molti investitori, che devono presentarsi al “Future Investment Initiative”, boicottano l’evento. Inoltre, Trump minaccia di sanzionare l’Arabia Saudita.

20-21 ottobre: in seguito alle continue pressioni, il governo saudita ammette che la morte di Khashoggi sia avvenuta nel consolato, in seguito a “colluttazioni” da individui che “hanno ecceduto le indicazioni dell’autorità”. Ribadisce inoltre l’innocenza del principe.

13 novembre: il New York Times rivela l’esistenza di una telefonata ottenuta dall’intelligence turca che rivela il coinvolgimento di bin Salman.

11 novembre: la procura di Riad annuncia l’inizio del processo per gli undici sospettati di omicidio premeditato.

20 novembre: Donald Trump grazia il principe saudita bin Salman e decide di non procedere con sanzioni verso l’Arabia Saudita, nonostante il rapporto della Cia evidenzi un suo coinvolgimento nell’omicidio di Khashoggi. Il Senato americano decide però di mettere in discussione una sanzione che ponga fine al sostegno all’Arabia Saudita nella guerra dello Yemen.

18 marzo 2019: il New York Times rivela che il principe bin Salman aveva autorizzato una campagna contro i dissidenti, basata su sorveglianza, rapimenti e torture.

23 dicembre 2019: la procura di Riad annuncia la condanna di otto degli undici accusati di omicidio.

Capri espiatori?

La fidanzata di Khashoggi Cenzig ritiene la sentenza finale del processo “inaccettabile”, supportata dalla comunità internazionale. Infatti il rapporto dell’Onu presenta indizi del coinvolgimento di bin Salman. Bisogna quindi domandarsi, come evidenzia Mehmet Celik del quotidiano turco Daily Sabah, se i condannati a morte siano in realtà stati scelti come capri espiatori.

 

 

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