Come finirà il prossimo incontro tra Donald Trump e Kim Jong-un?Tempo di lettura stimato: 2 min.

0
125

Ieri, Donald Trump è sbarcato ad Hanoi, dove tra oggi e domani si terrà l’incontro con Kim Jong-un. Questo è il secondo meeting tra i due capi di Stato, dopo quello storico di giugno scorso, che si era però chiuso in maniera interlocutoria. Probabilmente quell’aura di vaghezza che si respirava a Singapore il 12 giugno 2018 ci accompagnerà anche questa volta, e nemmeno domani si giungerà ad una chiusura definitiva di un qualche accordo (specie sulla denuclearizzazione). Tuttavia, Trump rimane fiducioso in un buon esito su lungo periodo, e con lui anche alcuni analisti credono che la pace tra i due paesi possa prima o poi avverarsi.

Bisogna però mettere in chiaro le premesse con cui parte questo vertice: Kim Jong-un e la Corea del Nord non rinunceranno probabilmente mai alle proprie armi nucleari. Nonostante le pressioni americane e internazionali, negli anni il regime ha speso troppi soldi per garantirsi un efficace deterrente nucleare, e non vi rinuncerà certo ora. Oltre a questo, Kim sa bene, nonostante l’apparente disgelo, di essere ancora considerato un dittatore al di là del Pacifico, e sa altrettanto bene che fine hanno fatto Saddam e Gheddafi, entrambi dittatori ed entrambi morti per non essersi saputi costruire un efficace deterrente nucleare. Per questo il giovane capo di Stato considera la dozzina di missili nucleari intercontinentali in suo possesso come “un’assicurazione sulla vita”, e non ha alcuna intenzione di lasciarseli sottrarre.

In compenso, ci sono serie possibilità che questo sia uno degli incontri decisivi per mettere la parola fine sul rischio di guerra tra i due paesi e tra le due Coree. Trump punta, con ottimismo giudicato eccessivo anche all’interno della stessa Casa Bianca, alla chiusura della guerra di Corea del 1950-1953, che formalmente risulta essere ancora decisa da un armistizio. Forse il trattato di pace non verrà firmato domani, ma ci sono buone speranze che, visti anche i tre incontri del 2018 tra Kim e il presidente sudcoreano Moon Jae-in, questa pagina di storia sarà presto archiviata. Ma, al di là del rapporto tra le due Coree, Trump (che non fa mistero di puntare al Nobel per la pace) vuole portare la relazione con la Corea del Nord verso la deterrenza nucleare reciproca, considerata l’unica via d’uscita possibile. L’idea è infatti quella di equiparare i rapporti tra Usa e Nord Corea a quelli tra gli Stati Uniti e i suoi rivali storici: Cina e Russia. L’enorme asimmetria di potere, in questo caso, non fa alcuna differenza: bastano poche armi nucleari per creare un deterrente, e Kim ci è riuscito.

La linea di Trump è molto osteggiata anche in patria, dove Kim è considerato un pazzo suicida di cui non ci si può assolutamente fidare. Ma The Donald continua sui suoi passi, conscio (grazie a uno stuolo di consiglieri molto più saggi di lui, non certo per meriti suoi) che andare avanti sia l’unica soluzione possibile, e vedremo se riuscirà nel suo intento.

Commenta

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.