Carola Rackete querela Salvini: “rifarei tutto, lui non sa di cosa parla”Tempo di lettura stimato: 1 min.

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È arrivato il momento del contropiede. È il pensiero che traspare dall’intervista compresa sul Guardian a Carola Rackete, il capitano della Sea Watch divenuta celeberrima per aver scaricato i 42 migranti della sua nave nonostante il blocco imposto da Salvini. E quindi, dopo quasi una settimana di insulti, calunnie e accuse, poi risoltesi con la sua scarcerazione, Carola ha deciso di rispondere.

Nell’intervista di ieri, Carola rivendica tutte le azioni che l’hanno portata ad essere incriminata per resistenza a pubblico ufficiale, ma che allo stesso tempo hanno fatto sì che tutti i 42 migranti sulla Sea Watch fossero accolti in Italia, facendo assurgere il capitano a figura contro l’estremismo dilagante in Europa. “Secondo me le vite delle persone contano di più di qualunque gioco politico” ha detto la 31enne, “e se mi trovassi ancora nella stessa situazione, non ho dubbi: rifarei tutto.” Poi racconta la sua versione dei fatti, e lancia le sue accuse, pesanti come macigni: “Per due settimane abbiamo informato le autorità che la situazione delle persone a bordo diventava sempre più critica e che le condizioni mediche dei migranti peggioravano di giorno in giorno” ha dichiarato, “ma era come parlare a un muro. L’incidente nel porto è stato l’esito disperato di una frustrante catena di eventi iniziata almeno 20 giorni prima.”

E su Salvini, che per settimane l’ha attaccata sui social, Carola si esprime così: “lui è rappresentante di un fenomeno (l’avanzata dei partiti di destra) che si verifica in tutta Europa, ma che parla di immigrazione senza essere supportato dai fatti”. Subito dopo arriva anche la risposta al tweet in cui Salvini la definiva una ricca tedesca viziata: “io non ho una casa, non ho un’auto, non mi interessa avere uno stipendio fisso e non ho una famiglia, nulla mi impediva di impegnarmi in mare e così ho fatto”. Mentre il suo avvocato conferma: “stiamo preparando una querela per diffamazione nei confronti di Salvini. Serve un segnale contro i leoni da tastiera abituati all’insulto”.

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