Cambiamo i sistemi pensionistici prima che sia troppo tardiTempo di lettura stimato: 2 min.

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Il sistema pensionistico che abbiamo messo in piedi nel tempo non può reggere ulteriormente.
E’ quanto emerge dal report del World Economic Forum, che in poche parole descrive il sistema pensionistico globale come una “bomba ad orologeria”. Certo, non tutti i paesi hanno adottato le stesse misure, ma globalmente tutti gli stati mantengono ancora quei sistemi pensionistici adottati con grande entusiasmo popolare negli anni ’60 e ’70, ma che oggi rischiano di compromettere seriamente l’economia globale. Negli sforzi (ammesso essi vi siano) per contrastare il proprio debito nazionale, l’Italia non è l’unica. I già spesso fragili conti pubblici non possono reggere ancora.

Ciò che preoccupa fortemente, nello scenario globale può essere riassunto in tre punti:

  • L’età media e l’aspettativa di vita sono aumentate vertiginosamente negli ultimi 40 anni;
  • Per i politici, le riforme pensionistiche erano un modo “cheap” per aumentare i propri voti, in quanto nel dopoguerra gli over-50 erano sensibilmente meno del numero di occupati;
  • Riformare le pensioni fa perdere voti: Nessuno vuole passare alla storia come colui che ha aumentato l’età pensionabile, soprattutto dopo il fallimento delle politiche di austerity;

Nell’intervista concessaci, l’assessore al comune di Milano Pierfrancesco Majorino, ha affermato di essere favorevole ad una terza via, tra l’austerity e le politiche inutilmente espansive. Questa terza via però non ha attualmente nessun esponente di spicco.
E quindi, anche se la disoccupazione mondiale passerà in questo anno dal 5,6% al 5,5% non si può essere positivi: molti nuovi occupati lo saranno in paesi in via di sviluppo, mentre i nuovi “pensionati” lo saranno prevalentemente in Occidente.
Tra 30 anni, il problema per i cittadini occidentali potrebbe essere quello di dover sopravvivere ai propri risparmi. La scelta di aumentare l’età pensionabile presa da molti governi, si dimostra necessaria per garantire una pensione anche a noi attualmente 20enni.

Ad ogni modo, come se non bastasse, nei paesi in via di sviluppo gli anziani spesso continuano a lavorare, in quanto questo è l’unico modo per sfuggire alla povertà. Nel mondo, quasi un terzo delle persone in età pensionabile non ha accesso a una pensione. E in quei due terzi che hanno la pensione, la metà riceve una pensione troppo bassa. In pratica, soltanto un terzo delle persone in età pensionabile riceve una pensione adatta.
Specialmente in Africa, solo la metà degli anziani ha accesso ad una pensione. La carriera dei più, costretta ad essere costellata di lavori dalle prospettive incerte, porta quasi inevitabilmente ad assegni pensionistici da fame. Le donne risentono maggiormente del problema, più soggette a interruzioni di carriera.

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