Brexit, elezioni anticipateTempo di lettura stimato: 1 min.

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È ufficiale, la camera dei comuni ha approvato le elezioni anticipate per il 12 dicembre 2019. La Brexit è stata rimandata.

Brexit, cosa è accaduto negli ultimi giorni?

I 27 membri dell’unione europea hanno deciso di accogliere la proposta del premier britannico su un ulteriore rinvio della brexit. Dopo l’incontro degli ambasciatori europei lo scorso 28 ottobre Donald Tusk ha twittato affermando che l’Europa accetterà le richieste dell’UK. Il presidente del consiglio europeo ha precisato che ci sarà una procedura scritta, in questo modo i leader dell’unione europea non si riuniranno a Bruxelles. Gli ambasciatori si rincontreranno la prossima settimana.

Questo ulteriore slittamento ha preso il nome di “flextension”, e durerà fino al 31 gennaio 2020. Seguendo quanto detto dall’estensione il regno unito potrà abbandonare l’unione europea se l’accordo verrà ratificato da Westminster e dal parlamento europeo entro il 31 gennaio. È concessa la possibilità di poter lasciare l’unione anche prima, il primo giorno del mese successivo all’accordo.

Cosa avviene in Europa…

Donald Tusk ha precisato che ci sarà una procedura scritta, in questo modo i leader dell’unione europea non si riuniranno a Bruxelles. Gli ambasciatori si rincontreranno la prossima settimana.

Macron non si trovava molto d’accordo con le posizioni di Johnson. Il presidente francese era contrario a concessioni troppo lunghe, e richiedeva garanzie su delle elezioni che giustificassero il rinvio.

E nel Regno Unito…

Boris Jhonson ha conseguentemente proposto una mozione per sciogliere la camera dei comuni. Il suo obiettivo è andare ad elezioni anticipate entro il 12 dicembre e ottenere un parlamento a lui maggiormente favorevole. Questa manovra non è stata semplice, visto che ha avuto bisogno del voto dei 2/3 della Camera dei Comuni. Jeremy Corbyn ha dunque accettato la sfida elettorale.

I partiti protagonisti saranno principalmente quattro: i Torries del premier Johnson (Con un 37% nei sondaggi), i Labouristi (24%), i Lib Dem (17%) e il Brexit Party di Nigel Farage (11%). Il nuovo premier sarà dunque nominato il 13 dicembre, si spera che questa data non porti troppa sfortuna.

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