Brexit e Johnson: mossa decisiva?Tempo di lettura stimato: 1 min.

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Il premier britannico Boris Johnson [Crediti foto: EU2017EE Estonian Presodency]

Cosa ha fermato fino ad oggi Brexit? Chi ha rigettato tre accordi con l’UE, rimandando la data di uscita dall’Europa fino al 31 ottobre? Il Parlamento britannico. Beh, Boris Johnson ha pensato di provare a mettergli la museruola, sospendendo il Parlamento dal 10 settembre al 14 ottobre.

CAPIAMONE DI PIÙ

Il Primo ministro britannico ha sempre detto che avrebbe fatto uscire dall’Europa il Regno Unito, “do or die”, letteralmente, “fare o morire”. Inoltre, Johnson, a differenza di molti parlamentari britannici, ha sempre dichiarato di non aver paura di un no-deal Brexit.
Allora, nel tentativo di riuscire a portare a termine Brexit, con o senza accordo, il Premier ha chiesto alla Regina di poter sospendere il Parlamento (pura formalità), in modo che discussioni o approvazioni di leggi riguardanti Brexit non possano avvenire. Ciò accadesse, Hard-Brexit praticamente sarebbe l’unica vera soluzione.

È dunque tutto finito? Certo che no, infatti seppur poco, i parlamentari potrebbero avere ancora una settimana prima di andare in “vacanza”.
In questa settimana, come è già stato annunciato da Jeremy Corbyn, il parlamento proverà a far approvare delle leggi che impediscano al Primo Ministro di procedere col suo piano, per poi portare avanti una mozione di sfiducia nei suoi confronti per andare alle elezioni a ottobre.

C’è chi ha detto che questa mossa è un insulto alla democrazia, una presa di potere. Altri invece che è necessario per poter portare a termine Brexit, anche senza un accordo.
Le ultime due volte che un Primo Ministro britannico si è assunto un rischio, non gli è andata benissimo: Cameron che perse il referendum sulla Brexit, e Theresa May che chiamando le elezioni anticipate, perse molti parlamentari.
Boris Johnson potrebbe avere il risultato opposto?

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